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Adesso si tratta di stabilire se tutti davanti alle regole del calcio tutti i soggetti siano uguali o se ve ne siano alcuni più uguali di altri. L’occasione è data dalla pretesa avanzata dal Barcellona di tesserare Arda Turan, giunto in blaugrana in estate e costretto nel limbo fino al 31 dicembre a causa di una sanzione Fifa. Il Barça sta forzando per ottenere una deroga, motivata dal grave infortunio occorso a Rafinha. E quel che è peggio, nell’avanzare questa richiesta ha trovato l’avallo (LEGGI QUI) da parte del Giunta Direttiva della federcalcio spagnola (RFEF). Che dal canto suo sarebbe tenuta a far rispettare le regole e le decisioni della Fifa, cui fa capo, e che invece in questa circostanza non si fa scrupoli nell’andare contro i gradi superiori delle gerarchie internazionali cui è sottoposta. Ma a questo punto, per meglio capire, è bene ricapitolare le tappe di una vicenda che già in un altro passaggio ha dimostrato quanto le determinazioni della Fifa siano interpretabili e aggirabili.

Tutto scaturisce dalla sanzione comminata dalla federazione calcistica internazionale al club catalano, a causa della violazione dei regolamenti sul tesseramento di minori stranieri. Il Barcellona non è il solo club macchiarsi di tale infrazione, ma è ovvio che quando c’è di mezzo una società di questa taglia i provvedimenti abbiano un valore esemplare. E così è stato: il divieto di acquisire nuovi giocatori nelle sessioni invernale e estiva del 2015 è stato percepito dall’intero sistema del calcio mondiale come un segnale di fermezza. Se viene punito pure il Barcellona, significa che nessuno potrà contare sull’indulgenza.

Ma purtroppo, in termini di esemplarità, la vicenda sta rischiando di esserlo per motivi opposti a quelli auspicati dalla Fifa. Perché la norma ha trovato immediatamente eccezione per via della sua interpretabilità, e perché questa eccezione rischia di essere reiterata. Si è cominciato in estate, quando il divieto d’accedere al calciomercato fatto al Barcellona è stato aggirato grazie all’escamotage interpretativo della differenza fra acquisto e tesseramento. Secondo quella che era stata l’interpretazione generale, il Barça non avrebbe dovuto acquisire nuovi giocatori nell’estate 2015. E invece un’interpretazione estensiva, che la Fifa non ha arginato, ha limitato al tesseramento l’efficacia del divieto. Secondo tale versione, i blaugrana avevano facoltà di acquisire nuovi giocatori, ma non di iscriverli e mandarli in campo fino a che durasse il termine della sanzione. Il che ha prodotto una situazione grottesca, perché è stato come se la squalifica comminata al club fosse stata trasferita ai due calciatori giunti in estate: Arda Turan dall’Atletico Madrid e Aleix Vidal dal Siviglia. A cui tocca stare fermi per la prima metà della stagione. L’ipotesi di darli via in prestito fino a gennaio viene infatti scartata subito. Per i due c’è l’inattività forzata, per il Barça si tratta comunque di un’affermazione di forza rispetto a quanto stabilito dalla sanzione.
E adesso arriva la seconda puntata. Il grave infortunio (rottura del legamento crociato, stagione finita) occorso a Rafinha durante la gara di Champions all’Olimpico contro la Roma mette ulteriormente sotto stress una rosa già esigua per via di due sessioni di mercato senza nuovi tesserati. E da qui parte la richiesta di deroga alla Fifa: utilizzare da subito il già acquistato Arda Turan. Una pretesa che non ha fondamenti validi e che se accettata creerebbe un pericoloso precedente. Ma ormai il conflitto è avviato, e nelle ultime ore si parla anche di approdo al Tas (LEGGI QUI). Di pescare dalla tanto rinomata cantera, per sostituire un giocatore, manco a parlarne. E a margine di una vicenda in cui l’aspetto dell’esercizio di potere sembra più importante rispetto a quello calcistico, rimane un interrogativo: chissà come si starà sentendo in queste settimane Aleix Vidal, sacrificato a prescindere?

Pippo Russo 
@pippoevai