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In politica esiste lo Spoils System. Inventato negli Usa, esso consiste nel ricambio dei soggetti che occupano i ruoli chiave della macchina statale effettuato dalle compagini di governo appena elette. Si potrebbe eccepire all’infinito su questa concezione proprietaria nel rapporto tra governo e pubblica amministrazione, ma resta il fatto che il sistema esiste e entra in funzione con regolarità anche nelle democrazie europee.

Nel calcio esiste invece lo Spolli System. Che è un modo di agire vecchio come il cucco, a cui da ieri finalmente è possibile dare un nome. Si tratta di quella pratica che porta un club a infarcire la propria rosa di calciatori non soltanto inutili, ma addirittura palesemente inadeguati al compito. I motivi di tali scelte di calciomercato rimangono misteriosi, soprattutto perché coloro cui toccherebbe spiegarli si guardano bene dal farlo. Troppo abituati a essere incensati quando ci prendono, si comportano in modo elusivo quando dovrebbero giustificare i colpi a vuoto. In quei casi scivolano via come anguille.

Anzi, come Spolli. Che di nome fa Nicolas, è di nazionalità argentina e dalla fine dello scorso primo febbraio sverna alla Roma al pari d’una nutrita pattuglia di X Files giallorossi. Ieri il difensore centrale argentino ha giocato la prima – e probabilmente unica – partita in giallorosso. Fornendo un prezioso contributo alla sconfitta giallorossa contro il Palermo, grazie a uno scomposto intervento in scivolata con tocco di mano che ha provocato il rigore del primo vantaggio rosanero. E a quel punto è stato possibile esternare una volta per tutte l’interrogativo che dalla chiusura del calciomercato invernale è rimasto sospeso nell’aria: ma la Roma cosa diamine l’ha preso a fare, Spolli?

Per comprendere il motivo dell’interrogativo bisogna tornare al primo febbraio, giorno conclusivo del mercato invernale. Allorché la Roma prende l’argentino dal Catania, e molti celebrano il "colpo" messo a segno da Walter Sabatini. Quest’ultimo avrebbe "bruciato la concorrenza della Sampdoria" (LEGGI QUI). E sono certo che a Genova si siano mangiati le mani per tutto il girone di ritorno. Dal canto suo, il giocatore dichiara di non essere a Roma per fare il quarto difensore.  Infatti sarà il sesto o settimo. Soprattutto, ci si chiede cosa c’entri con la Roma un calciatore del calibro di Spolli. Che l’anno prima era stato protagonista col Catania di una retrocessione quasi mai messa in dubbio. E che nella prima parte di questa stagione, da titolare della squadra rossazzurra in B, aveva dato un robusto contributo a raggiungere il penultimo posto dopo la prima gara del girone di ritorno. Al suo score stagionale vanno aggiunte cinque gare d’assenza per infortunio, due squalifiche per somme d’ammonizioni rimediate in sole 14 partite giocate, più un’altra per rosso diretto. Un collezionista di cartellini, insomma.
Valutando questo score, e  considerando che il calciatore si avvia a compiere 32 anni durante quello stesso mese di febbraio, è stato ovvio chiedersi cosa c’entri Nicolas Spolli con la Roma. Cioè: come mai un calciatore di quasi 32 anni, proveniente da una squadra che lotta per salvarsi in B, reduce da problemi fisici e con un curriculum disciplinare da stopperaccio di serie C anni Settanta, viene ingaggiato da un club che ambisce a lottare per lo scudetto e per ritagliarsi un posto che conta in Europa? A questo interrogativo non saprei dare risposta. Dovrebbe darla il ds romanista Walter Sabatini, che durante la telecronaca della gara di Champions League fra Roma e CSKA Mosca dello scorso settembre venne definito Mister Plusvalenza da Sandro Piccinini. Il nostro Mister Plusvalenza ha preso Spolli con la formula del prestito oneroso a 1 milione di euro, con diritto di riscatto a 1,5 milioni. Il Catania voleva addirittura che vi fosse l’obbligo di riscatto, e almeno su questo Mister Plusvalenza ha tenuto duro. Che nessuno abbia a dire di poterlo mettere nel sacco. A ogni modo, Spolli a Roma sparisce dai radar per quattro mesi (LEGGI QUI), fino a ieri. Quando viene mandato in campo e lascia il segno provocando un rigore per il Palermo con un intervento in area da tornei dopolavoristici. Il tutto per la modica cifra di un milione di euro, e con diritto di riscatto. Evviva lo Spolli System.

Va detto che, in giallorosso, Spolli non è un caso isolato. C’è anche Leandro Paredes, 10 spezzoni di partita in questa stagione e prezzo di riscatto fissato a 4 milioni. O anche Antonio Sanabria, 4,9 milioni che possono salire a 7 (LEGGI QUI), per complessivi due spezzoni di partita in campionato e 35 minuti totali. Per non dire del turco Salih Uçan, prestito oneroso da 4,75 milioni (!), nel contesto di un’operazione che può portare 11 milioni nelle casse del Fenerbahce (LEGGI QUI). Il tutto per quattro partite complessive in campionato. Di cui una sola intera. Quella di ieri, che vedeva in campo pure Spolli e Paredes. Spettacolo irripetibile, lo Spolli System quasi al massimo del suo fulgore. Con Mister Plusvalenza in tribuna, inorgoglito da cotanto spettacolo.

@pippoevai