Nasce la nuova Formula 1. Un mondo fatto di tanti soldi, titoli in palio e, ovviamente, soldi. Da vincere e da spendere, da far girare e da far guadagnare. Ma non è detto che tutte le scuderie siano d’accordo con i cambiamenti in programma, Ferrari su tutte.

LA NUOVA FORMULA 1 NASCE DAL BAHRAIN - Il tutto è stato illustrato qualche settimana fa, nel corso del week end legato al Gran Premio del Bahrain. Liberty Media, l’azienda americana che cura gli interessi, ha infatti messo sul tavolo delle proposte di cambiamento su governance, costi, ripartizione dei proventi, power unit e aerodinamica. I Team Principal della Formula 1, dunque, si sono finalmente trovati a confronto per la prima volta con Liberty Media; proposte vere, nero su bianco, sul futuro della Formula 1 dal 2021 in poi. Ma qualcosa non torna.

TUTTI AD ASCOLTARE ROSS BRAWN - I ciceroni, coloro che hanno illustrato i cambiamenti più grossi, sono stati Chase Carey e Ross Brawn. L’obiettivo del contenimento delle spese e del maggiore equilibrio tecnico era chiaro sin da subito, ma questo non piace sicuramente a Ferrari e Mercedes, le due aziende che maggiormente investono a livello economico e che, di fatto, hanno creato un gap con le altre che è sotto gli occhi di tutti. È il tetto ai costi che non convince troppo le due realtà.

COME CAMBIA L’AERODINAMICA - Avere vetture meno sensibili alle turbolenze aerodinamiche di chi sta davanti è uno degli obiettivi principali. Il Drs è stato inserito proprio per compensare in rettilineo ciò che si perdeva in uscita di curva, ma qualcosa andrà rivisto nei regolamenti.
LA POWER UNIT - Più economici, semplici, rumorosi e potenti. E chi vorrebbe l’ibrido? Nessuno ha detto niente a riguardo, cosa che conferma dunque anche un eventuale sì. È chiaro che la semplificazione dovrà cancellare la regola delle penalizzazioni in griglia. Secondo quanto riferisce Liberty Media, i costruttori potranno realizzare motori unici e originali, con standardizzazioni su elementi di secondo piano. Cosa si intende per “secondo piano”? Da questo punto di vista c’è poca chiarezza. Cosa che nn ha però tolto l’interesse di Aston Martin. LA

DIATRIBA SUI COSTI - E poi i costi. Liberty Media vuole un tetto ma non sono filtrati dati precisi. C’è chi parla di limiti di spesa a 150 milioni di dollari, chi a 200. È chiaro che, così facendo, chi ha più soldi da investire sarebbe sullo stesso piano di chi, invece, ne avrebbe meno. E questo in casa Ferrari e Mercedes non piace proprio.

E I RICAVI? - L'obiettivo è una migliore ripartizione dei proventi basandosi sul merito, ma che dei soldi vadano anche ai motoristi e non solo ai fornitori di monoposto. Per quanto concerne la governance, infine, Liberty Media vorrebbe una struttura più snella e rapida sul piano decisionale. Perché non si può perdere troppo tempo nel discutere su questo e quello. L’offensiva della Formula E fa paura, perdere Ferrari, Mercedes e altri colossi dell’auto sarebbe uno smacco per la Formula 1.