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La Juventus si è qualificata agli ottavi di Champions con due turni d’anticipo. Era quello che voleva Pirlo, togliersi il problema della coppa per dedicarsi esclusivamente al campionato da qui a Natale. Due a uno al Ferencvaros con i gol di Cristiano Ronaldo e di Alvaro Morata, il vero grande attaccante di questo periodo. E’ entrato al posto di Dybala dopo un’ora, ha segnato il gol decisivo, piazzato un assist d’oro che Ronaldo ha sprecato nemmeno lui sa come e colpito un palo. E’ in un momento straordinario come si era visto anche con la Spagna contro la Germania.

Soddisfatto del risultato, Pirlo non può esserlo del gioco. Sono stati 90' opachi per la Juve, poco convincenti per lo scarso dinamismo, la pochissima attenzione (come si vedrà in occasione del gol ungherese) e la lentezza della manovra. Ma alla Juve, si sa, conta solo il risultato che stavolta ha premiato la squadra che comunque ha creato di più. Seppur senza brillare, va detto che la Juve ha meritato la vittoria.

JUVE MALE E SOTTO.
La squadra di Pirlo si è affacciata in partita solo dopo un quarto d’ora. Prima non aveva mai alzato il ritmo, non era mai stata aggressiva, non aveva mai pressato. A quella velocità, la difesa ungherese risolveva serenamente ogni problema. Poi, d’improvviso, la qualità dei bianconeri: Dybala-Bernardeschi-Ronaldo, tutto di prima, cross, Dybala in spaccata e deviazione decisiva con uno stinco di Dibusz. Sembrava il vero inizio della gara dei campioni d’Italia, che invece hanno continuato a giochicchiare, ancora senza ritmo e perfino con scarsa determinazione. Così hanno preso gol dopo una serie di errori individuali legati  tutti insieme da un errore collettivo: non c’era concentrazione. De Ligt è uscito male di testa su Uzuni, Danilo è scivolato sullo scatto di Nguen, Cuadrado è stato bruciato da Uzuni e infine Szczesny si è fatto passare la palla a un centimetro dalla mano. Fase difensiva pessima.

SENZA IDEE. In quei primi 20' sembrava la Juve sconclusionata di certe partite di un anno fa. Arthur non aveva la capacità di velocizzare l’azione, Bentancur era staccato dal resto della squadra, Bernardeschi (già richiamato da Pirlo per una brutta palla persa in uscita) cercava ostinatamente il dribbling che non gli riusciva, McKennie era senza arte né parte e Dybala, con la fascia di capitano al braccio, cercava più se stesso che la squadra.

MA POI RONALDO... Per risolvere quei problemi seri e inattesi ci voleva la giocata del fuoriclasse, giocata che Cristiano Ronaldo ha fissato col suo primo spunto che gli è valso anche il primo gol in questa Champions. Cuadrado gli ha banalmente passato una palla che CR7 ha trasformato in una prodezza: controllo rapido e sventola di sinistro sul primo palo. Il Ferencváros era la 34ª avversaria contro cui Ronaldo ha segnato in Champions, così ha superato l’ex madridista Raul (33), ora davanti ha solo il suo eterno rivale Messi (36).

L’ASSETTO DI REBROV. Ma nemmeno quella rete ha fatto decollare il gioco della Juve. Sotto questo profilo meglio il Ferencvaros che Rebrov ha presentato a Torino con la difesa a cinque (col ghanese Frimpong al centro: il migliore in campo), a differenza dell’andata quando aveva schierato la linea di quattro. Ha cambiato, schierando il 5-4-1, per due motivi, per togliersi l’etichetta della peggiore difesa della Champions (11 gol subiti nelle prime tre giornate come il Salisburgo) e poi perché, puntando sul lavoro dei suoi esterni, sia quelli d’attacco che quelli di difesa, avrebbe creato non pochi problemi a Pirlo. Così è accaduto nel primo tempo. Al 45', il Ferencvaros è riuscito a concludere sei volte, appena un tiro in meno della Juve.

DUE PALI E TRE CAMBI. C’era un pochino più di Juve nella ripresa, grazie anche a Bentancur che in pochi minuti ha recuperato tre palloni e rilanciato la squadra. Dopo un quarto d’ora, un gran sinistro di Bernardeschi dal limite dell’area si è stampato sul palo grazie alla deviazione di Dibusz e un minuto dopo Pirlo ha cambiato l’attacco bianconero. Fuori tutti tranne Ronaldo, ovviamente: Morata per Dybala (l’argentino non c’è ancora), Chiesa per Bernardeschi e Kulusevski per McKennie. La Juve aveva bisogno di vivacizzarsi in attacco e soprattutto Morata ha dato quanto doveva, come è capitato appena entrato con l’assist stupendo per Ronaldo che si è fatto soffiare la palla da Dibusz in uscita. Anche Rebrov ha cambiato l’attacco. Il Ferencvaros, in contropiede, era stato pericoloso anche nella ripresa e Rebrov voleva continuare a provarci. La Juve ha cercato di accelerare e Chiesa ha spedito Morata verso la porta ungherese: palo esterno per lo spagnolo.

IL COLPO DI MORATA. La squadra di Pirlo non aveva mai fatto pesare la sua evidente superiorità tecnica come invece era accaduto all’andata. Troppo vaga, poco incisiva e senza brillantezza, ma quando c’è da portare a casa la vittoria è la Juve di sempre. In pieno recupero ha fatto l’azione più bella della partita: lancio stupendo di Danilo per lo scatto micidiale di Cuadrado, scatto concluso con un cross perfetto per la testa di Morata e da lì, passando fra le gambe di Dibusz (errore grave, dopo ottimi interventi), è finito in rete.



IL TABELLINO

Juventus-Ferencvaros 2-1
Marcatori
: pt 19' Uzuni (F), 35' Ronaldo (J), 47' Morata (J).
Assist: pt 19' Nguen (F), 35' Cuadrado (J); st 47' Cuadrado (J).
Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Danilo, De Ligt, Alex Sandro; McKennie (17' st Kulusevski), Arthur (38' st Ramsey), Bentancur (38' st Rabiot), Bernardeschi (17' st Chiesa); Dybala (17' st Morata), Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Israel, Dragusin, Frabotta, Portanova. All. Pirlo.
Ferencvaros (5-4-1): Dibusz; Lovrencsis (30' st Botka), Blazic, Frimpong, Dvali, Heister; Zubkov (25' st Isael), Siger (30' st Laidouni), Somalia, Uzuni; Nguen (25' st Boli). A disp. Szecsi, Ori, Kharatin, Kovacevic, Mak, Baturina All. Rebrov.
Arbitro: Sibert (Germania).
Var: Fritz (Germania).
Ammoniti: st 22' Siger (F), 35' Danilo (J), 48' Chiesa (J).