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Al Torino è stato il giorno della presentazione di Marko Pjaca. L'attaccante croato è arrivato dalla Juventus in prestito con diritto di riscatto. "Capisco che i tifosi possano avere un po’ di diffidenza per il fatto che io sono arrivato dalla Juventus, ma non credo che ci saranno problemi, ora sono qua, spero di esserci anche in futuro, e sono pronto a dare tutto per il Torino. La mia impressione vedendo il Torino da fuori lo scorso anno? E’ che era una squadra buona che ha ottenuto meno rispetto alle proprie qualità".

Sulla sua condizione fisica: “Ho avuto un piccolo problema prima della partita contro la Fiorentina ma ora sto bene, avevo già recuperato per quella partita. Qua al Toro con Juric mi sto trovando molto bene con lui, il mister ha un’idea chiara su come giocare”.

Pjaca ha parlato anche del compagno di squadra Josip Brekalo, arrivato al Torino l'ultimo giorno di mercato: “Brekalo? E’ forte e con i giocatori forti ti puoi trovare sempre bene in campo. Penso che farà una stagione molto buona qua”. Poi sul ruolo ha spiegato: “Il mio ruolo naturale è quello di esterno sinistro, è quello dove ho fatto meglio. Poi mi posso anche accentrare ma partendo sempre da esterno di sinistra”.

Sul Belotti: “Andrea lo conoscevo già prima come avversario, è un grandissimo giocatore”.
Pjaca è poi tornato sugli infortuni che hanno limitato la sua carriera: “La mia carriera è stata frenata dagli infortuni gravi che ho avuto. Con la continuità giusta credo di poter tornare ad alti livelli e spero di riuscirci qua al Toro”.

Il croato ha poi spiegato perché ha accettato di venire al Torino: “Cosa mi ha convinto a venire al Toro? Ho parlato con Juric e dopo ho subito accettato l’offerta, che cosa si aspetta da me lo dovete però chiedere al mister. Sono qua in prestito con diritto di riscatto, ma per un giocatore è fondamentale trovare la continuità in una società e spero di poterla trovare qua, restando al Toro anche in futuro”.

Pjaca ha poi dribblato una domanda su Allegri: "Perché non diceva belle cose su di me? Non lo so, non so esattamente cosa dicesse. Dovete chiedere a lui il motivo". 

Infine, sulla città di Torino: “Torino la considero la mia seconda casa, è una città che conosco bene. Qua mi sento tranquillo, mi sento a casa. I miei obiettivi personali? Giocare il più possibile e aiutare la squadra a fare bene, poi vedremo dove potrò portarla”.