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La Juventus sapeva già tutto. O quantomeno aveva un grosso timore per l'inchiesta aperta dalla Consob. La bufera che si è abbattuta sul club bianconero nelle ultime ore non è arrivata all’improvviso. E’ infatti conseguenza delle indagini avviate da Covisoc e Consob sulle plusvalenze con cui la società ha provato in questo triennio a far respirare il bilancio. Come detto, la Juve era consapevole dei rischi che le citate indagini si portavano dietro. 


Pochi giorni prima del blitz della Guardia di finanza nelle sedi del club di Milano e Torino, il club aveva esplicitato una forma di inquietudine per le inchieste di Covisoc e Consob. Nei documenti allegati all’aumento di capitale da 400 milioni la Juve spiegava che “la Società è soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del TUF, in merito alla voce 'Proventi da gestione diritti calciatori' iscritta nei bilanci al 30 giugno 2020 (complessivamente pari a Euro 172 milioni) e al 30 giugno 2021 (complessivamente pari a Euro 43,2 milioni)”. La Juve si diceva quindi esposta "al rischio che ad esito della verifica ispettiva in corso la Consob adotti provvedimenti sfavorevoli per il Gruppo. La Consob può avviare un procedimento amministrativo e nel caso in cui abbia accertato che i documenti che compongono le relazioni finanziarie non sono conformi alle norme che ne disciplinano la redazione, può chiedere agli emittenti di rendere pubblica tale circostanza e di provvedere alla pubblicazione delle informazioni supplementari necessarie a ripristinare una corretta informazione del mercato".
Il comunicato della Juve si concludeva così: "Ove all’esito dell’eventuale procedimento che fosse avviato nei confronti dell’Emittente si verificasse tale circostanza, potrebbero verificarsi impatti negativi anche significativi sulla reputazione e sulla situazione economica e patrimoniale dell’Emittente e del Gruppo. Il verificarsi degli eventi oggetto di tale rischio, che è considerato di media probabilità di accadimento, potrebbe avere un impatto negativo rilevante sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo”. Tenuto conto di tutto ciò, la Juventus stimava un rischio di "alta rilevanza”. Venerdì 26 novembre la preoccupazione è divenuta realtà.