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Le polemiche in seguito Lazio-Inter non si placano e gli strascichi di quella partita sono destinati a protrarsi nel tempo. Ieri la Procura di Tivoli (sede competente perché i fatti sono avvenuti a Formello) ha aperto un'inchiesta sulle presunte minacce dei tifosi laziali ai giocatori biancocelesti ed al presidente Lotito prima del match contro i nerazzurri perso tra mille sospetti. Il procuratore della Repubblica Luigi De Ficchy sta procedendo anche per l'ipotesi di violenza privata ed è stato già ascoltato Roberto Baronio che giorni fa su Facebook aveva fatto sapere di non aver ricevuto nessuna minaccia. Nei prossimi giorni potrebbero essere ascoltati altri giocatori e dirigenti. 'Ho letto i giornali dei giorni precedenti e successivi a Lazio-Inter - ha dichiarato il procuratore De Ficchy al sito internet del Romanista - e mi è venuto naturale aprire un'inchiesta visto che si è parlato ovunque di presunti reati commessi. Non so perché la giustizia sportiva non lo abbia fatto'. La società biancoceleste, dal canto suo, ha smentito ogni pressione con un comunicato ufficiale: 'I giocatori della Lazio non hanno ricevuto alcuna minaccia dai tifosi biancocelesti prima della gara di campionato contro l'Inter. Per questo motivo gli stessi calciatori e la società non hanno fatto alcun tipo di denuncia'. Non è mancata la risposta della Lazio a Ranieri che ha definito Lazio-Inter uno spettacolo desolante: 'Se non avessimo centrato i nostri obiettivi - ha detto il direttore sportivo laziale Tare - non avremmo accusato nessuno, è dal campo che arriva la verità e non dagli insulti; lo sfottò, prerogativa del tifoso, deve però sempre rimanere nei limiti del buon gusto, soprattutto se proviene da un giocatore o da un dirigente. Non capisco perché Ranieri parli di spettacolo desolante quando la sua squadra ha perso lo scudetto per i meriti della Samp. Forse la più grande desolazione sono le sue parole che, invece di incoraggiare il suo gruppo, inviano segnali offensivi a noi laziali'. (D-News - Edizione Roma)