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Non è nuovo a parare rigori e quindi nessuna sorpresa se Stefano Sorrentino si è ripetuto anche allo stadio Massimino di Catania ed ha permesso ai gialloblu di espugnare il sempre ostico campo etneo.

La già buona prestazione che lo ha visto capitolare solo davanti ad un tiro deviato e terminato all’incroci,  è stata impreziosita dall’aver impedito ad uno specialista come Lodi di trasformare la massima punizione.

Sorrentino nella stagione 2009-2010 parò ben 4 rigori. In una mia intervista per il mensile Nuovo Calcio nel quale si analizzavano i rigori, mi spiegò la grande cura che presta nello studiare ogni settimana i rigoristi che deve affrontare.

Mi raccontò inoltre come in Spagna e in Turchia, dove non aveva la possibilità di avere da parte della società e del preparatore un archivio storico dei rigoristi, Stefano si mise a ricercare su Youtube video che gli permettessero di avere questo tipo di informazione e prepararsi al meglio alla gara domenicale.

Analizzando l’ennesimo rigore parato da questo portiere di grandi qualità e che interpreta il ruolo del portiere in un modo molto moderno e partecipativo, possiamo notare che Francesco Lodi calcia di sinistro e solitamente chiude il tiro con una traiettoria a mezza altezza. Nell’ultimo rigore calciato contro l’Inter, però, ha variato calciando quasi centralmente. La cosa non ha tratto in inganno il portiere del Chievo che assume una postura alta e senza angolo di caricamento sulle ginocchia.

Sceglie di rimanere fermo e solo una frazione di secondo prima del calcio sceglie di andare sulla sua sinistra, esegue il movimento di caricamento e senza attaccare il pallone, errore che spesso i portieri in questa situazione compiono, decide di parare sulla lunghezza e con una spinta molto esplosiva riesce a intercettare la palla regalando i tre punti ai gialloblu.