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Si aspettava una reazione diversa dalla città di Firenze e dal pubblico viola, Diego Della Valle, ancora patron della Fiorentina quel 28 marzo 2010 quando, al termine della gara vinta contro l'Udinese, il pubblico del Franchi non accoglie Cesare Prandelli come 'possibile traditore', ma gli ribadisce tutto il suo affetto. Ecco allora che mister Tod's dapprima entra in contatto con alcuni giocatori della Fiorentina e successivamente fa capire che, in una società dove i suoi interrogativi vengono messi in dubbio, non ci sta. Non ha avuto una risposta da Prandelli alla domanda che lo stesso Della Valle aveva fatto tramite la Gazzetta dello sport del 26 marzo, e allora fa filtrare la notizia - che arriva anche al Corriere dello sport - di un possibile disimpegno della proprietà verso la Fiorentina. Che i tifosi decidano: Prandelli o i Della Valle. E' un giorno di autentico panico a Firenze, martedì 30 marzo, quando il quotidiano diretto da Alessandro Vocarelli scrive in prima pagina della probabile cessione da parte dei Della Valle del pacchetto di maggioranza della Fiorentina. Il giorno antecedente è silente per Prandelli, che torna ad Orzinuovi e medita comunque di affermare con certezza la sua volontà di rimanere a Firenze senza indugi o ripensamenti, almeno fino al termine della stagione. Nel frattempo Diego Della Valle prepara anche un comunicato di dimissioni dal suo ruolo di patron e, nella parte che verrà stralciata su suggerimento del vicepresidente Mario Cognigni, attacca duramente il proprio allenatore, reo di non essere stato chiaro, e inoltre propenso ad abbandonare la Fiorentina per la Juventus. Proprio intorno all'ora di pranzo Diego Della Valle, dopo aver avuto l'intercessione del fratello Andrea, chiama Cesare Prandelli per la prima e l'ultima volta fino ad oggi: 'O dichiara che rimane fino a fine stagione o lei si consideri esonerato fin da oggi. Ho saputo dei suoi contatti e in questa società certi comportamenti non sono accettati' dice più o meno Diego Della Valle a Prandelli. Quest'ultimo gli risponde qualcosa del tipo: 'Io non ho firmato niente, glie lo assicuro. Ero pronto a fare ciò che lei mi ha chiesto, prima ancora che mi telefonasse. Voglio bene alla Fiorentina, vorrei solo incontrarla per chiarire di persona'. 'Del suo futuro ne parleremo a fine stagione e saremo noi ad avere l'ultima parola' conclude - secondo fonti vicine ai due interlocutori - il patron dimissionario viola, che da quel momento rompe nuovamente ogni contatto con il tecnico. Quando giovedì sera emerge il contatto fra Andrea Della Valle e Giancarlo Abete, qualche giornalista fiorentino contatta Diego Della Valle, appena rientrato dall'estero. 'Non torno indietro nel mio intendimento, con questo allenatore non torno alla Fiorentina, e per il futuro mi fido di mio fratello. Stategli vicino, la sua idea di società trova il mio pieno appoggio' è più o meno la risposta che Diego Della Valle fa filtrare alla stampa. C'è da ricordare che, al di là del comunicato della Fiorentina in cui si spiegava come il contatto fra Andrea Della Valle e Abete fosse avvenuto solo giovedì 20 maggio, in realtà il fratello del presidente federale, Luigi Abete (ex presidente di Confindustria) siede nel consiglio d'amministrazione del Gruppo Tod's da oltre sei anni.