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Premi CM.com Jacobelli 'Feltri maestro, ma quella volta che Sacchi e Capello...'

Premi CM.com Jacobelli 'Feltri maestro, ma quella volta che Sacchi e Capello...'

  • Luca Talotta

 

Fabio Capello, Arrigo Sacchi, Vittorio Feltri e... Xavier Jacobelli. Un quartetto insolito, che riassume la prestigiosa carriera di Jacobelli, attuale direttore di www.quotidiano.net, e uno dei candidati alla vittoria finale nella categoria giornalisti del premio Calciomercato.com (PER VOTARE CLICCA QUI): "La mia carriera è cominciata  nel 1978,con un trafiletto pubblicato sull'Eco di Bergamo - ci dice - il mio primo mentore fu Vittorio Feltri, che incrociai a Video Bergamo. Lui era il direttore e aveva già un fare autoritario. Ma quello che mi sorprese fu il suo cercare di insegnarmi a fare giornalismo: io ero l'ultimo arrivato, lui era il direttore. Eppure si fermava sino a tarda sera per spiegarmi come scrivere le notizie".
 
Scene di un giornalismo che non c'è più, ma nella sua lunga carriera Jacobelli ha vissuto molte altre esperienze significative: "Ho avuto la fortuna di poter lavorare in molte realtà - prosegue - e ringrazio di cuore tutti gli editori che mi hanno sostenuto. Oggi, però, il mondo dell'informazione è cambiato molto: con internet i tempi si sono accorciati, c'è lo scambio di opinioni live e la totale apertura a qualsivoglia curiosità e notizia".
 
Gli esordi alla Notte, il passaggio alla Gazzetta dello Sport, poi inviato al Corriere dello Sport-Stadio, direttore di Tuttosport a soli 38 anni;  dopo essere stato caporedattore sport del Giornale. E ancora: direttore del Corriere dellon Sport-Stadio, del Giorno,fondatore di Qs Quotidiano Sportivo, direttore di Quotidiano.net. Nella sua carriera non è mancato nulla: "Ricordo ancora quando incontrai Arrigo Sacchi subito dopo la vittoria della Coppa Campioni contro lo Steaua Bucarest per 4-0. Gli chiesi se fosse soddisfatto e lui mi rispose: 'Sì, ma non abbiamo ancora vinto niente. Nel calcio bisogna volare sempre basso'. Una cosa che mi è rimasta impressa, una regola di vita per tutti noi anche al di fuori dello sport".
 
Altro giro, altro incontro. Stavolta è Fabio Capello, che con il suo Milan conquistò il quarto scudetto in cinque anni: "Gli chiesi quanto contasse l'allenatore in una squadra e lui mi rispose 'Il 17%. Se non hai grandi giocatori, non vinci'. E la stessa cosa vale per i giornali: se non hai validi collaboratori, il direttore serve a poco".
 
Ma cosa vuol dire fare il giornalista oggi?
Noi siamo chiamati ad esprimere le nostre opinioni, a dire come la pensiamo. Ci dobbiamo mettere la faccia e accettare il giudizio del pubblico, che può condividere o meno. Ma anche riconoscere gli errori. E volare basso, proprio come diceva Sacchi...".
 

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