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Here we are: 48 giorni dopo, riecco la Premier League. Tutti a caccia del Liverpool, tornato Re d'Inghilterra dopo 30 anni: per farlo, sono già stati spesi 848 milioni di euro, quando alla fine del calciomercato mancano ancora tre settimane abbondanti. Il campionato inglese riaccende oggi i suoi riflettori, lo fa dalle 13.30 con l'Arsenal di Arteta, a cui basterà percorrere i quasi 17 chilometri che separano il quartiere di Highbury da Craven Cottage per sfidare il Fulham. Una prima giornata atipica, che ha visto il rinvio di Burnley-Manchester United e Manchester City-Aston Villa. Colpa delle final eight europee a cui i due club di Manchester hanno partecipato ad agosto inoltrato.

SUBITO SPETTACOLO - Poco male, perché lo spettacolo non mancherà, fin da subito. A partire proprio dall'Arsenal, reduce dal successo nel Community Shield contro il Liverpool. I Gunners aprono la stagione e si presentano con i nuovi innesti: c'è il talento di Gabriel Magalhaes, soffiato al Napoli e arrivato dal Lille dopo una spesa da 26 milioni, c'è l'esperienza di Willian, arrivato a parametro zero dal Chelsea. Alle 16.00 ecco Crystal Palace-Southampton, alle 18.30 tocca ai Reds campioni in carica. Klopp può contare sulla stessa ossatura dello scorso anno: ad essa va aggiunto Tsimikas, vice-Robertson proveniente dall'Olympiacos, mentre a centrocampo Wijnaldum - sondato dal Barcellona - potrebbe lasciare spazio a Thiago Alcantara, in uscita dal Bayern Monaco. Di fronte, in quello che è a tutti gli effetti il fatto del giorno in Inghilterra, ci sarà il nuovo Leeds, pronto a riabbracciare la Premier dopo 16 anni. Ci sarà, soprattutto, il Loco Bielsa. I Peacocks hanno fatto le cose in grande, mettendo in piedi un mercato di alto livello: da Helder Costa, proveniente dal Wolverhampton, al promettente difensore Robin Koch, ex Friburgo. Piatto forte dell'estate, però, è Rodrigo, prelevato dal Valencia per 40 milioni di euro. A chiudere il primo sabato è West Ham-Newcastle.

MOU CONTRO CARLETTO - Due, invece, le sfide in programma domani: alle 15.00 è il turno del Leicester, ospite del WBA. Senza Chilwell ma con un Castagne in più, le Foxes cercheranno di migliorare l'ottimo quinto posto dello scorso anno. Alle 17.30 è il turno di un match dove i riflettori saranno puntati soprattutto sugli allenatori. Una sfida già ampiamente vista nel panorama calcistico europeo, un duello avvincente ed entusiasmante: Mourinho e il suo Tottenham ospitano l'Everton di Ancelotti, capace di ritrovare per la terza volta - dopo Real Madrid e Bayern Monaco - il suo pupillo James Rodriguez. C'è anche un po' di Italia, dunque, nella nuova Premier: al tecnico di Reggiolo si aggiungono Ogbonna (West Ham), Kean (Everton, ma con sirene di mercato accese) e il trio Blues Jorginho, Zappacosta ed Emerson Palmieri.

CHELSEA PAPERONE - Già, il Chelsea. Gli uomini di Lampard scenderanno in campo lunedì, alle 21.15, sul campo del Brighton. Prima, alle 19, toccherà a Sheffield e Wolverhampton, ma l'attesa sarà tutta per i Blues. E non può essere altrimenti, dopo che Abramovich è tornato ad essere paperone del mercato. Nell'anno della crisi Covid e delle trattative ingegnose, il magnate russo è tornato a spendere. Eccome. Un anno dopo il blocco del mercato imposto dalla Fifa, che aveva costretto Lampard a valorizzare i giovani di casa Mount, Hudson-Odoi e Abraham, ecco 241 milioni per Ziyech, Werner, Havertz e Chilwell, a cui si aggiungono gli arrivi gratis di Thiago Silva e Sarr. Non male

MANCHESTER SOGNA - E poi ci sono le due di Manchester, che in questo week-end resteranno a guardare. Sfumato il sogno Messi, Guardiola riparte alla caccia del Liverpool, staccato lo scorso anno di ben 18 punti. Pep può contare su Aké e Ferran Torres, oltre che sulla conferma in blocco della squadra dell'anno scorso, eccezion fatta per David Silva. Solskjaer, invece, vanta quello che - a detta di molti - è il miglior centrocampo d'Europa: a Pogba, McTominay e Bruno Fernandes si è infatti aggiunto Donny Van de Beek. Acquisti che alzano ulteriormente il livello e il fascino della Premier, pronta a partire con il suo solito carico di talento ed emozioni. Il campionato bussola di tutta Europa riattiva i motori, lo fa - ovviamente - senza pubblico. Due anni fa i telespettatori globali furono 3,2 miliardi in una stagione. Numeri impressionanti, destinati ad aumentare ancora. Cinture allacciate, ci siamo: Premier is back.