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Preziosi ora fa l'offeso:| 'Destro solo nel Siena'

Preziosi ora fa l'offeso:| 'Destro solo nel Siena'

Inter e Genoa vanno d’amore e d’accordo. Ieri Massimo Moratti ed Enrico Preziosi hanno ratificato gli accordi relativi a Samuele Longo e Jurai Kucka , con il giovane attaccante che passa definitivamente ai nerazzurri e il ceco che resta in rossoblù. Ma tutto questo si sapeva da giorni, il vero motivo dell’incontro infatti era un altro: studiare una strategia comune per tornare a controllare il futuro di Mattia Destro . Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Genoa dimostrano che il vertice ha partorito un’idea per mettere alle strette il Siena e chi gli sta dietro, ovvero la Juve e (forse) la Roma. «La macchina la guidavano noi, ora non posso permettere che vengano disattesi i miei intendimenti. Il Siena lo ha voluto, e adesso Mezzaroma se lo tenga e se lo goda. Destro resterà al Siena, perché non andrà mai in un club che non sia quella che avevo deciso io» ha tuonato Preziosi.

TONI E REGOLE - A livello dialettico un bell’affondo, nulla da dire. Ma è chiaro che una vicenda così complessa non si può esaurire con una ripicca. Preziosi poi è uomo di mondo, abile nel volgere a proprio favore ogni situazione e qui semplicemente ha voluto riguadagnare quella posizione di forza persa nel momento in cui i toscani hanno esercitato il diritto di riscatto della comproprietà di Destro. In realtà, trattandosi appunto di una comproprietà, Preziosi ha detto una mezza verità. Perché è assolutamente vero che Destro andrà a giocare dove vuole lui, ma il presidente del Genoa ha omesso di ricordare che parimenti Destro giocherà solo dove vuole Mezzaroma. E’ il regolamento a imporre in questi casi una piena identità di vedute da parte delle società comproprietarie. Serve l’assenso dell’altro, piaccia o meno. Scappatoie non ce ne sono, ne posizione di forza sulla controparte. Quindi tocca alla Juve rendersi appetibile non solo agli occhi del Siena, ma pure del Genoa. Oppure all’Inter fare il contrario e trovare un punto di contatto con i toscani, dopo averlo raggiunto con i liguri.

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