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Nel corso del consiglio federale di ieri sono state prese, finalmente e anche con colpevole ritardo, delle decisioni definitive sul campionato Primavera. Che il torneo 2019/20 fosse stato definitivamente sospeso era cosa nota, ma mancavano ancora le decisioni finali sia sull'assegnazione o meno del titolo, ma anche i verdetti per quei club invischiati nella zona retrocessione del Primavera 1 e in quella promozione del Primavera 2. Ora tutto è ufficiale, ma la sensazione è che, ancora una volta, per i giovani di categoria sia stata un'occasione persa.

I VERDETTI - L'Atalanta è giustamente stata premiata con il titolo di Campione d'Italia. Imbattuta in campionato, a +3 sul Cagliari secondo e con una gara da recuperare è stata in lungo e in largo la formazione più forte e dominante dell'intero torneo. Colley, Traorè e non solo hanno anche visto l'esordio in Serie A con Gasperini e quella di Bergamo rimane la favola più bella (forse l'unica realmente convincente anche a livello di progettualità) dell'intero torneo. In Primavera 2, la Serie B del torneo giovanile, retrocedono invece Napoli, Chievo e Pescara salvando dal discorso playout il Torino il cui andamento quest'anno ha rispecchiato quello della prima squadra. Dal Primavera 2 salgono in Primavera 1 il Milan, già aritmeticamente primo prima della sospensione, l'Ascoli, prima del girone B e la Spal, la migliore fra le seconde.
ZERO CERTEZZE - Come detto però questi verdetti lasciano tanto l'amaro in bocca, sia perché non danno la sensazione che un criterio di equità sia stato effettivamente utilizzato, sia perché la sensazione è che non sia stata colta l'occasione di avvicinare ancora una volta un po' di più questo campionato ad un campionato vero e maggiormente formativo. La FIGC aveva l'occasione di ampliare il numero di squadre portandolo se non a 20 come in Serie A, quantomeno a 16, ma questo avrebbe portato ad una revisione anche dei meccanismi di promozione/retrocessione probabilmente troppo difficili da ipotizzare in un momento in cui il calcio "minore" è l'ultimo dei problemi. Sì perché la sensazione, tra l'altro espressa in parte anche dal presidente FIGC Gabriele Gravina è che fra i mille protocolli medici prescritti dal governo una ripartenza nel corso della prossima stagione sia ad oggi difficilmente ipotizzabile. È inutile negare che il campionato Primavera non sia equiparabile ad un campionato professionistico, sia per strutture (stadi fatiscenti, spogliatoi ridotti,...) che per organizzazione (controlli quasi assenti, staff medico e accompagnatori ridotti,...) e pensare che per questi ragazzi e per i loro genitori il sogno di un futuro nel mondo del calcio posso rimanere se non mozzato quantomeno stretto in un limbo che non dà certezze. A quando il prossimo comunicato?