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Dopo tre opportunità per chiudere i conti non sfruttate, ci ha pensato il Lille secondo in classifica a certificare con l'aritmetica la conquista dell'ottavo campionato francese da parte del Paris Saint Germain, il sesto negli ultimi 7 anni. Il pari della formazione di Galtier contro il Tolosa ha consentito alla formazione della capitale di vivere la partita di stasera contro il Monaco come la più classica delle passerelle ma, sulla falsariga di quanto si è visto nelle scorse ore a Torino per le celebrazioni della Juventus nuovamente campione d'Italia, a Parigi non c'è molta voglia di festeggiare.

2019 DA INCUBO - Ancora una volta è sfumato troppo in fretta e tra enormi rimpianti il sogno Champions League, con un'eliminazione last minute per mano del Manchester United che boccia impietosamente e ulteriormente le strategie di un club che, pur spendendo tantissimo sul mercato e cambiando ripetutamente guida tecnica, non ha ancora trovato la chiave di volta per essere competitivo ai massimi livelli in Europa. In campo e fuori, il 2019 del PSG può considerarsi un mezzo disastro e rischia di essere l'acceleratore per l'ennesima rivoluzione: l'infortunio di Neymar, che ha tolto di mezzo il brasiliano nel momento clou della stagione, il caso Rabiot (finito fuori rosa a cause delle ripetute intemperanze con la società per non aver firmato il rinnovo del contratto in scadenza a giugno) e le critiche nemmeno troppo velate di Tuchel per un mercato di gennaio giudicato non all'altezza rappresentano i punti più bassi di una stagione che terminerà anche con l'onta dell'eliminazione dai quarti di Coupe de la Ligue per mano del Guingamp.

MBAPPE' IL SACRIFICATO? - Tutti nodi al pettine del presidente Al-Khelaifi, che nelle ultime settimane aveva avviato la trattativa per prolungare il contratto dell'allenatore tedesco, ma che ora potrebbe anche puntare a un nuovo ribaltone, col nome di José Mourinho che in Francia circola con una certa insistenza anche a proposito del Lione. Il vero problema è che in estate il Paris Saint Germain dovrà vendere per circa 150 milioni per restare in linea con i parametri del fair play finanziario e, con un Neymar abbastanza certo di rimanere anche a causa di un ingaggio insostenibile per molti da 39 milioni annui, il timore dei tifosi è che possa essere sacrificato Mbappé, che ne percepisce "solo" 10 e che il Real Madrid ha inserito nella lista degli obiettivi. Ancora più probabile è l'addio di Cavani, che ha ancora un anno di contratto a cifre molto importanti e potrebbe essere salutato con gli onori che spettano al miglior marcatore nella storia del club. Improvvisamente in bilico anche le posizioni di Dani Alves, che ha conquistato il suo 39esimo titolo in carriera (confermando il suo status di giocatore più vincente del mondo) e di Gigi Buffon, che a 41 anni festeggia il suo decimo scudetto personale, il primo all'estero, ma il cui rinnovo per un'altra stagione potrebbe essere condizionato da qualche errore di troppo nella seconda metà di stagione e dall'arrivo di un nuovo portiere (de Gea?).

ALLAN E KEAN - In caso di permanenza, Tuchel chiede non meno di 3-4 rinforzi, un difensore centrale che rappresenti il dopo Thiago Silva, almeno due centrocampisti di caratura internazionale, con Ander Herrera, Ndombele e il napoletano Allan tra i candidati, e un attaccante centrale. Il sogno del Paris Saint Germain sarebbe di confermare Mbappé e Neymar al fianco di Di Maria, aggiungendo nella batteria un talento di grande prospettiva come lo juventino Moise Kean, sfruttando gli ottimi rapporti col suo procuratore Mino Raiola. Intenzioni che cozzano con la volontà della Juventus di blindare il suo gioiello classe 2000 allungandogli il contratto e ritagliandogli un ruolo sempre più da protagonista per le stagioni a venire.