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Dobbiamo a Traorè una delle più belle chiavi di lettura del calcio contemporaneo. In una intervista recente, alla domanda classica sul ruolo preferito, il gioiellino neroverde ha risposto: “Il mio ruolo è il campo”. Forse intendeva dire la solita cosa già sentita mille volte, che l’importante è giocare, e dove lo decide il mister. Però gli è uscita strana, diversa, da fantasista. Quasi un’istintiva trovata poetica con cui ha descritto involontariamente il suo modo di giocare. E in maniera esatta. D’altra parte questo giocatore è stato allenato finora da tre allenatori accomunati tutti da una visione molto libera del calcio: Andreazzoli all’Empoli, De Zerbi e Dionisi al Sassuolo. Quale sarà il quarto? Viene da chiederselo visto il girone di ritorno che sta facendo questo ragazzo. Dove troverà continuità Traorè? Perché è chiaro che è destinato a una big, ormai è solare, se ne stanno accorgendo tutti. Si dice che la Juventus sia da sempre interessata all’ivoriano, ma si parla anche di Napoli ultimamente e di Milan. Proviamo allora a capire, in base alle caratteristiche di Traorè, a quel suo ‘campire’ il rettangolo di gioco, quale potrebbe essere il contesto ideale per lui.    

‘ESTERNO ALTO’: UN’ IDEA DI DE ZERBI - Sulla breve parentesi toscana di Junior torneremo più avanti, permettetemi di saltare subito a un Sassuolo-Genoa (5-0) del luglio 2020. Partita ‘importante’ perché è la prima in cui Traorè segna un gol da esterno alto di sinistra nel 4-2-3-1. In quel suo primo anno di Sassuolo, De Zerbi lo aveva utilizzato prevalentemente da trequartista, alternandolo a Djuricic. Di rado, aveva anche già giocato esterno, ma a destra (ad esempio quando segnò contro il Napoli il 22/12/19). Nelle ultime tre giornate di quella stagione, tuttavia, l’attuale tecnico dello Shakhtar insistette nel farlo partire da sinistra, vale a dire precisamente dove è esploso ora con Dionisi. Ecco una bella azione di quel giorno estivo.



In giallo, potete vedere i 4 giocatori più offensivi del Sassuolo. Traorè, che è centrocampista e trequartista d’estrazione, interpretava il ruolo di esterno con grande libertà di movimenti. Libero al punto che, in questa sequenza, prima va incontro nel corridoio di mezzo per aiutare la costruzione, poi sulla verticalizzazione di Locatelli per Caputo, cambio di direzione secco e attacco dello spazio generatosi alle spalle del proprio marcatore. E dopo un fraseggio corto fra la prima punta e Djuricic, ecco la profondità di Traorè, che nel frattempo ha individuato un varco. Un po’ un inserimento da centrocampista, un po’ un taglio da esterno.



NEL TRIDENTE DI DIONISI - Salto temporale pazzesco, arriviamo a un Sassuolo-Spezia dei giorni nostri. Per l’ occasione Dionisi schiera il 4-3-3. Non c’è più Boga, dunque l’esterno a sinistra ormai lo fa Junior. A centrocampo, Lopez vertice basso, Henrique mezzala sinistra e Frattesi mezzala destra. Il tridente d’attacco lo completano invece Defrel (da centravanti) e ovviamente Berardi. Questa è l’azione che porta al rigore del Sassuolo. Guardate ancora il protagonismo, la differenza di Traorè anche quando non segna.



È lui che scende incontro a prenderla, come in quel lontano Sassuolo-Genoa. Solo che stavolta riceve subito perché ha spazio attorno e allora si gira e punta palla al piede, si accentra per associarsi coi compagni. Berardi stringe moltissimo verso l’asse centrale attraendo a sé il terzino sinistro dello Spezia Reca. A questo punto Traorè gliela gioca sui piedi. Si è creata un’autostrada per l’inserimento a sorpresa di Frattesi…



IL TREQUARTISTA CON DE ZERBI - Sono già due ruoli quelli che abbiamo visto, eh, perché è diverso fare l’esterno nel 4-2-3-1 e farlo nel 4-3-3. Traorè può fare entrambe le cose. Però non dimentichiamoci che è stato anche trequartista. Se dalla stagione 2019/20 passiamo alla 2020/21, possiamo trovare un gol significativo come quello realizzato a Firenze il 16 dicembre 2020, su assist di Berardi. La prima punta Raspadori si è aperta a dialogare con l’esterno calabrese, sicché al centro della difesa avversaria sono rimasti dei bei buchi. Vanno letti e attaccati coi tempi giusti. Ed ecco un trequartista moderno. No, Traorè non la vuole solo sui piedi.

LA MEZZALA CON DIONISI - Ma vi riporto subito a quest’anno. Nella prima parte di stagione in realtà Dionisi non l’ha visto molto. Come trequartista o seconda punta gli preferiva Djuricic e Raspadori, e poi a sinistra c’era Boga, quando non metteva Raspadori stesso. Così nel girone d’andata Traorè finiva titolare o per rotazioni o quando il Sassuolo passava dal 4-2-3-1 al 4-3-3. Ma non da esterno, stavolta, da mezzala sinistra. E qui è tornata fuori l’esperienza fatta con Andreazzoli, col quale giocava spesso mezzala (nel 4-3-1-2 o 4-3-2-1). Questa sotto è una ripartenza di Sassuolo-Empoli. Il tridente di Dionisi in giallo, il centrocampo in azzurro, con Traorè che riceve sempre da Berardi sulla corsa. 



NEL 4-2-3-1 DI DIONISI: UNO SPUNTO IN PIÙ - Faceva bene, sì, da mezzala, ma quando è tornato dalla Coppa d’Africa e non c’era più Boga, Traorè ha sentito piena fiducia e si è scatenato da esterno. Ha trovato finalmente la continuità di cui forse aveva bisogno per esplodere, e ha iniziato a prendersi delle iniziative che magari prima non osava. In questo senso è stato fondamentale il gol ‘alla Mbappé’ a pochi giorni dal capolavoro del campione francese in Champions contro il Real. Un’imitazione perfetta, che lo ha lanciato a un livello di gioco superiore.



Dopo essere passato in mezzo a Odriozola e Quarta, ha freddato il portiere con un interno rasoterra pulitissimo, forte e letale.



All’Arechi, contro la Salernitana, l’ha rifatto più o meno uguale, e poi è arrivata la doppietta contro la Dea di domenica scorsa. Ah, prima aveva segnato anche alla Juventus in Coppa e alla Roma in campionato, dimenticavo. Comunque, non so se avete notato la bellezza del secondo gol contro l’Atalanta, quel duello fulminante con Demiral.



Lo punta, gli va via verso il centro, e invece di provare il tiro a giro ormai prevedibile, incrocia secco sotto le gambe del turco, fregando Sportiello. Come fanno i giocatori veri.



DA JUVE, NAPOLI O MILAN? - Insomma, per concludere, Traorè starebbe meglio alla Juve, al Napoli o al Milan? Stando alle cose che ci siamo detti, il suo habitat ideale sarebbe senza ombra di dubbio il Napoli di Spalletti. Insigne lascia un posto in cui la vivacità del talentino neroverde andrebbe ad armonizzarsi immediatamente e perfettamente col contesto. Lo stile di gioco è grosso modo lo stesso (forse più vicino a De Zerbi che a Dionisi…), inoltre le corse e la qualità dell’ivoriano tornerebbero molto utili a Spalletti, che potrebbe utilizzarlo a piacimento un po’ da esterno, un po’ da trequartista (quando Zielinski si spegne) oppure anche da mezzala sinistra (in caso di 4-3-3). Per quel che riguarda il Milan, bisogna dire innanzitutto che c’è Leao nel ruolo in cui Traorè sta mostrando le cose migliori. Dunque frenerei. L’unica sarebbe immaginarlo al posto di Brahim Diaz, quindi da trequartista nel 4-2-3-1. Ma dubito che il Milan voglia scommettere una seconda volta dopo il flop dello spagnolo. Il calcio di Pioli d’altra parte, per quanto meno palleggiato di quello di Spalletti, si sposa diversamente bene alle caratteristiche del giocatore neroverde, quindi una porticina aperta la terrei. Quanto alla Juve, mah. Non mi sembra il tipo di mezzala da Allegri, né tanto meno l’esterno o il trequartista ideale per mister corto muso.