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La Superlega Europea è realtà. L'annuncio dei 12 club fondatori, tra cui Inter, Juventus e Milan, si è abbattuto come un meteorite sul mondo del pallone e si propone di cambiarlo radicalmente, ma non è un pensiero nuovo. E non solo perché si tratta della conclusione di un percorso di oltre cinque anni portato avanti dal numero uno bianconero Agnelli e gli altri presidenti, ma perché l'idea in sé di un campionato d'élite tra le migliori squadre continentali parte da lontano. E' uno dei principi base con cui, nel secondo dopoguerra, Santiago Bernabéu propose la Coppa Latina, torneo dedicato ai campioni di Spagna, Francia, Italia e Portogallo e volto ad abbattere i confini geografici tramite il pallone: quasi il 'padre' della Coppa dei Campioni che nacque ufficialmente alla metà degli anni Cinquanta. E', soprattutto, la proposta che Silvio Berlusconi tentò di portare avanti alla fine degli anni Ottanta.

BERLUSCONI, MENDOZA E IL 1988 - "Se fu il primo a parlare della Superlega? Sì. Berlusconi, nel 1988, che era in grandissimi rapporti con Mendoza, allora presidente del Real, aveva parlato di una maxi competizione... La Champions League nel 1993 è stata una conseguenza", ha confermato Umberto Gandini nel corso del lungo intervento in diretta sul nostro canale Twitch. Già, perché proprio l'ex presidente del Milan per primo provò a sviluppare un torneo di questo genere. Tutto risale all'estate '88, i rossoneri avevano appena vinto lo scudetto con Sacchi e si preparavano a una Coppa dei Campioni che poi avrebbero vinto in finale contro la Steaua Bucarest. Berlusconi aveva un forte legame con Ramon Mendoza, 13esimo presidente nella storia del Real Madrid, e dai loro discorsi emerse una convinzione: non poter vedere ogni anno una sfida tra Milan e Real, o comunque tra club di tradizione europea, era profondamente ingiusto, così come l'eliminazione diretta fin dal primo turno che metteva a rischio la stagione europea già a settembre. Da lì l'idea di sviluppare un torneo che permettesse la disputa di questi big match annualmente, ma il progetto non prese mai una forma concreta. I discorsi di Berlusconi e Mendoza, però, non andarono del tutto a vuoto, perché la loro visione fu alla base delle riforme che tra il 1991 e il 1992 portarono poi alla nascita della moderna Champions League.
SECONDO TENTATIVO - Non fu l'unico tentativo di Berlusconi però, nel 1998 arrivò la seconda occasione. Il numero uno rossonero aderì con molti altri grandi club, evidenzia il Guerin Sportivo, a un progetto portato avanti da J.P. Morgan, lo stesso colosso che ora è pronto a finanziare la Superlega: la European Football League (EFL), 32 partecipanti di cui 16 di diritto e tutti vincitori delle passate edizioni della Coppa dei Campioni, tra questi anche Inter, Juve e Milan. Il progetto non si concretizzò, ma mise sufficiente pressione alla UEFA per introdurre altre modifiche alla Champions: tra queste, nel 1999, l'allargamento a quattro club partecipanti per i Paesi più importanti come l'Italia, che al primo anno mandò Milan, Lazio, Fiorentina e Parma. Trentatré anni dopo, Florentino Perez e Agnelli hanno dato forma concreta all'idea di Berlusconi e Mendoza: la Superlega è nata.