La regola del caos. Non si può commentare diversamente la vicenda degli esami di abilitazione alla professione di agenti sportivi di cui abbiamo parlato nell'articolo pubblicato il 3 giugno. In quella circostanza è stato riportato il dato eclatante dei soli 8 abilitati dopo l'esame Figc sugli 80 candidati, che a loro volta erano stati scremati dagli oltre 800 candidati all'abilitazione Coni. E in conclusione si era promesso che sul tema saremmo tornati, per illustrare ulteriori e grotteschi dettagli di una tornata di prove che avrebbe dovuto reintrodurre criteri di regolamentazione. E invece si lascia alle spalle più confusione di quanta ve ne fosse.

Durante questi giorni abbiamo raccolto testimonianze di candidati che sono rimasti a metà del guado (abilitati dopo l'esame Coni ma bocciati all'esame Figc), e adesso sono sfiduciati ma non demotivati. Anzi, qualcuno fra loro è parecchio agguerrito. Non c'è da escludere che la vicenda non sia finita qui, a giudicare dal termometro degli umori percepiti attraverso alcune chat di gruppo su WhatsApp. Quanto ai motivi di contestazione, la lista è lunga. Proviamo a illustrare i principali, riservandoci di trattare in un prossimo articolo altri di carattere più specifico.

Abilitazione Coni: definitiva o provvisoria? – Uno degli elementi messi in luce nell'articolo precedente riguardava il dubbio non risolto rispetto al regime di doppia abilitazione: quella generale rilasciata dal Coni e quella speciale rilasciata dalla singola federazione sportiva. Tutti gli abilitati all'esame Coni si sono chiesti da subito se il titolo rimanga valido anche in caso di bocciatura dopo l'esame speciale. Ciò che in termini di buon senso dovrebbe essere scontato, ma che nel bando del Coni non è esplicitato. In via informale, qualcuno degli abilitati si è sentito dire che i regolamenti sugli agenti emanati dalle singole federazioni sportive per l'esame speciale avrebbero contenuto indicazioni. In questo senso, il regolamento Figc del quale abbiamo parlato due volte la scorsa settimana  non fa alcun riferimento. Il primo comma dell'articolo 3.3 si limita a stabilire che per accedere alla prova speciale bisogni aver superato la prova generale presso il Coni. Si tratta di un silenzio rassicurante? Non esattamente. Perché la lettura degli analoghi regolamenti emanati da altre federazioni fa filtrare una versione agghiacciante. Ecco cosa si legge all'articolo 3.2 del Regolamento Agenti emanato dalla Federazione Italiana Golf:

Il superamento della prova speciale dovrà avvenire entro un anno dalla data di comunicazione della Commissione CONI degli Agenti Sportivi dell'elenco dei candidati aventi diritto ad essere ammessi alla prova speciale, altrimenti il candidato dovrà ripetere la prova generale.

E dunque, secondo l'inequivocabile dettato di questa norma, i 72 bocciati all'esame speciale Figc ma promossi dopo l'altrettanto micidiale esame Coni (80 promossi su oltre 800), si riscoprirebbero cornuti e mazziati. Perché se non dovessero superare la seconda prova annuale (fissata per il mese di novembre, come da articolo 3.2 del Regolamento Agenti Figc), perderebbero anche l'abilitazione rilasciata dal comitato olimpico. Né quello della Federgolf è il solo regolamento che faccia balenare questa prospettiva. I medesimi termini vengono espressi nel regolamento della Federazione Italiana Pallacanestro, che all'articolo 8.4 sancisce:

Il superamento della prova speciale deve avvenire entro un anno dalla data di comunicazione della Commissione CONI degli Agenti Sportivi dell'elenco dei candidati aventi diritto ad essere ammessi alla prova speciale, altrimenti il candidato deve effettuare nuovamente la prova generale.

Tutto identico, tranne qualche sfumatura (“deve ripetere”, “dovrà affrontare nuovamente”). E il sapore di beffa che si fa forte, per chi già stenta a assorbire la delusione della bocciatura Figc.

Soglia altissima – Come specificato nell'articolo precedente, i candidati all'abilitazione speciale Figc dovevano rispondere in modo esatto a almeno 17 domande su 20, avendo a disposizione mezz'ora di tempo. Le domande erano molto complicate, e in qualche caso d'incerta risposta. Ma di questo aspetto parleremo in un prossimo articolo. Si può invece dire subito del fatto che una soglia così alta faccia specie: 85% di risposte valide, altrimenti fuori. In condizioni del genere, e tenuto conto della formulazione molto complicata delle domande, va a finire che sia la fortuna a giocare un peso determinante. Nel dubbio, metti la crocetta su un'opzione anziché su un'altra e incroci le dita. Le vittime di questa soglia altissima sono stati intermediari operanti a partire dal 2015, cioè dall'avvenuta deregulation Fifa. Adesso per loro c'è la prospettiva di sgombrare il campo. Lo faranno? Qualcuno fra quelli che abbiamo interpellato, e di cui manteniamo l'anonimato, dice che non ci pensa proprio a farsi da parte. Di sicuro c'è che vengano rafforzate vecchie posizioni di rendita e se ne creino di nuove. Gli agenti in possesso di regolare licenza Fifa prima del 2015 escono clamorosamente rafforzati. Quanto agli 8 candidati che hanno acquisito l'abilitazione Figc, per loro si aprono prospettive inattese. Se a uno di loro si presentasse la possibilità di stringere un patto informale con uno o più agenti tagliati fuori sia dall'abilitazione generale che da quella speciale, come si comporterebbe? E soprattutto, chi mai potrebbe impedire che un accordo del genere si realizzi?

Corsi e tirocini – L'ultimo aspetto che prendiamo in considerazione in questo articolo riguarda un passaggio del Regolamento degli Agenti Sportivi emanato dal Coni. L'articolo 13, sotto il titolo “Requisiti di ammissione alla prova generale”, dice al punto j) che il candidato deve:

avere svolto una delle seguenti attività formative:
un tirocinio per almeno sei mesi presso un agente sportivo che eserciti l'attività effettivamente e regolarmente. L'esercizio effettivo e regolare è comprovato dal conferimento di almeno cinque incarichi all'anno per tre anni consecutivi nell'ambito della medesima Federazione sportiva nazionale professionistica. Al termine del tirocinio, l'agente dovrà rilasciare una attestazione dell'attività svolta dal tirocinante;
frequenza dei corsi di formazione, di cui all'art. 15.

E allora vediamo cosa dice l'articolo 15, che porta il titolo “Corsi di formazione”:

1.Il Coni organizza corsi di formazione con una durata minima di ottanta ore di insegnamento. Il piano di studi contiene le materie oggetto della prova generale. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
2. I corsi di formazione possono essere promossi ed organizzati con le medesime modalità di cui al comma 1 da altri enti ed istituti che abbiano richiesto ed ottenuto dalla Commissione Coni degli agenti sportivi l'accreditamento delle relative attività formative.

Alcune considerazioni. In primo luogo, sarà curioso vedere quanti enti e istituti riusciranno a ottenere l'accreditamento. In secondo luogo, l'opzione dei sei mesi di tirocinio presso un agente già abilitato non era applicabile alla tornata d'esame appena conclusa, dato che fra la pubblicazione dei bandi e le date d'esame non c'era il tempo necessario. Terzo, ci dicono che i corsi Coni siano piuttosto onerosi. Non soltanto in termini di retta da pagare, ma anche per il fatto che debbano essere frequentati a Roma e non presso sedi distaccate. Ciò che significa dover affrontare costi molto gravosi. Quarto, e sulla scorta di quanto detto al terzo punto: e se si aprisse un mercato delle vacche riguardo ai tirocini, con agenti compiacenti che offrono generose certificazioni agli abilitandi, in cambio di un prezzo dimezzato rispetto a quello che costerebbe un corso Coni?
Giusto per dire che le vie dell'opacità sono infinite. E che è paradossale constatare come i margini di tale opacità vengano dilatati da interventi normativi, il cui scopo sarebbe portare il rigore della regolamentazione.
@pippoevai