Una notte nefasta, dove è successo di tutto. Questa volta Atene non vuol dire successo e gloria per il Milan,  ma una figuraccia che rimarrà nella storia del club. Tre gol presi da un modesto Olympiacos e una qualificazione ai sedicesimi gettata alle ortiche. Gattuso ha ammesso le sue responsabilità, ma sul banco degli imputati finisce anche chi doveva fare la differenza e ha deluso, come Gonzalo Higuain. 

LEADER MANCATO - E' arrivato la scorsa estate, dopo una lunga trattativa. Higuain è stato il primo vero grande colpo targato Elliott, finalmente un numero 9 con numeri importanti al centro dell'attacco del Milan. Gattuso dall'argentino contava di avere in dote gol e il carisma del leader, dentro e fuori del campo. L'avvio era stato in linea con le aspettative, con 4 gol spartiti tra Cagliari, Chievo Verona e Atalanta. Poi il tracollo: la rete manca dal 28 ottobre, la follia contro la Juventus, il nervosismo evidente contro compagni e arbitri. Anche questa sera Higuain doveva e poteva trascinare il gruppo nel momento difficile, ma non è stato capace di assumersi le proprie responsabilità.  VALE IL RISCATTO? - Da settimane si vocifera di un Milan dubbioso sul campione argentino. Che, a conti fatti, è già costato 18 milioni più ben 9 netti d'ingaggio. Cifre elevate come quelle che servono per acquisirlo a titolo definitivo a fine stagione dalla Juventus: 36 milioni. Una formula che sembrava essere figlia solo delle esigenze di bilancio ma con un riscatto scontato e che invece può tornare in discussione. Perché Higuain costa tanto e da lui ci si aspetta tutto un altro tipo di prestazioni. Quelle dell'ultimo mese e mezzo, forse,  non valgono un esborso economico di questo tipo. Adesso tocca al Pipita ritornare quello dei successi ottenuti con le maglie di Real Madrid, Napoli e Juventus.