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E alla fine la trattativa è naufragata come un relitto colato a picco proprio di fronte al porto di Genova. Nel capoluogo ligure c’era chi ci aveva creduto che questa volta Preziosi fosse davvero sul punto di passare il testimone, a 72 anni e dopo quasi un ventennio alla guida del Grifone. Invece la notizia è di segno opposto. Con Andrea Radrizzani, italianissimo patron del Leeds del Loco Bielsa, le trattative sono proseguite in gran segreto fino a poche settimane fa, si sono scaldate nel periodo estivo, anche dopo il declassamento iniziale a “offerta ridicola” da parte di Preziosi, per poi arrivare a una brusca rottura nei giorni scorsi.

Chi è a conoscenza della materia riferisce che alla base dell’addio al tavolo ci sia stata la volontà del proprietario genoano di alzare il controvalore dell’operazione, cioè il prezzo, oltre la soglia del ragionevole secondo Radrizzani. Difficile che i colloqui possano riprendere, a questo punto. Quella pista a oggi appare sprofondata. Ma la voglia dell’imprenditore italiano, a capo di Eleven Sports e con attività nel settore media, di entrare nel pallone tricolore è forte, Dopo aver rilevato il Leeds da Cellino riportandolo in Premier e raddoppiandone i ricavi, dopo aver puntato Preziosi senza successo, il mirino non si è abbassato. E quest’altra notizia, seppure ancora al livello di approcci, pour parler, e primi sondaggi, ha abbastanza del clamoroso.

Perché nelle scorse ore si sarebbe creato un asse inaspettato tra il proprietario dell’Atalanta Percassi e lo stesso Radrizzani. La società bergamasca è un gioiello di gestione sportiva, economica, e il vanto di una città intera oltre che fiore all’occhiello di una famiglia con attività diversificate in vari settori. Del resto lo stesso proprietario del Leeds quest’estate alla Gazzetta dello Sport definì l’Atalanta un “modello esemplare”. Sulla carta ci sono quindi pochissime motivazioni per le quali ipotizzare l’eventualità di una cessione della Dea da parte della famiglia Percassi. A differenza di tanti altri club di Serie A potenzialmente sul mercato.
Eppure i colloqui Bergamo-Leeds ci sono. E allora cosa bolle in pentola? Il ragionamento più logico porta a pensare a un ipotetico swap di equity sui due club. Una volta definiti i concambi, per un eventuale scambio di quote azionarie, per i Percassi si aprirebbe uno spazio di business interessante nel campionato più ricco del mondo e un asse potentissimo per la gestione dei calciatori. Stessa cosa, letta con prospettiva al contrario, per il patron del Leeds.

Un’ipotesi molto più che suggestiva in una fase storica in cui il calcio mondiale soffre dell’assenza di ricavi, pubblico e biglietti. Ragionevole quindi pensare che alcuni tra i migliori manager del panorama pallonaro europeo, come la famiglia Percassi e l’italianissimo uomo sbarcato da circa 4 anni in Premier, studino varianti e alleanze in grado di generare valore biunivoco. Prematuro dire cosa potrà accadere. Ma una cosa è certa. Il casello a Genova ha abbassato la sbarra. La piccola carovana anglosassone dirige verso Bergamo. Do you speak english, Berghem?