Una delle poche note liete dell'Inter delle ultime settimane è certamente il centrocampista brasiliano Rafinha, arrivato dal Barcellona nell'ultima finestra di mercato con la formula del prestito, ma desideroso di ritagliarsi uno spazio importante in nerazzurro si a nel che nel futuro. Ecco i passaggi salienti dell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

"Ora mi sento bene, sto trovando il giusto ritmo. Certi doloretti sono abbastanza normali dopo mesi di inattività. L’idea di Spalletti di utilizzarmi per ora a gara in corso è stata molto intelligente. Pronto per esordire dal 1’ stasera contro il Benevento? Io mi sento pronto, se il mister dovesse chiedermi la disponibilità, gliela darò". 

Cosa ci dice di San Siro?
"Mi aveva incantato già da vuoto, con i tifosi poi è davvero unico. Pressione? No, casomai è una motivazione ulteriore anche verso la gente che mi ha accolto in modo stupendo".

Al meglio non ha certo trovato l’Inter, che nelle ultime dieci gare di campionato ha raccolto appena 9 punti. Come si spiega questo momento?
"Ho imparato che nel calcio, e non solo, ci sono dei cicli e dei mini cicli dinamici. Quando inizia una serie negativa non è mai facile invertire la tendenza. Certo, non è un momento facile ma con la qualità che abbiamo in rosa ne usciremo".

Eppure i centrocampisti non fanno gol, segnano solo Icardi e Perisic. Cosa si sente di promettere in questo senso?
"Ma gli assist valgono come i gol, e Icardi non va in porta da solo! Candreva per esempio non avrà ancora segnato, ma quanti assist ha fatto? E comunque, se mi dicessero di firmare per un posto in Champions con i gol solo di Icardi e Perisic fino a maggio chiederei subito la penna!".

Di Spalletti cosa l’ha colpita?
"Al di là della sua preparazione calcistica, mi piacciono le persone dirette come lui, che ti dicono in faccia le cose. Ci eravamo già sentiti al telefono quando ero ancora a Barcellona. Avevamo parlato delle sue idee di calcio, lui sa che posso giocare in tutte le posizioni a centrocampo, ma anche in attacco. In un momento della carriera ho fatto pure il falso nueve".

Anche se è in prestito con diritto di riscatto, la prossima stagione si vede a Milano facendo la Champions?
"Certo, è quello che vorrei. Non sono venuto qui pensando di recuperare la forma per poi tornare al Barcellona. Voglio rimanere. Poi ovviamente il mio riscatto dipenderà dall’Inter...".

Cosa le ha detto Messi prima che lei si trasferisse all’Inter?
"Leo, ma anche Suarez ed altri, mi hanno spiegato che stavo andando in un club storico, una big mondiale".

Che gruppo ha trovato?
"Mi ha molto sorpreso per condizione fisica e per qualità. Ho molta fiducia nei compagni, non manca nulla per centrare l’obiettivo Champions".

Chi l’ha colpita di più?
"Cancelo. Allenandomi con lui mi ha impressionato per quanto è forte".

Il suo connazionale Dalbert in compenso trova poco spazio.
"Lo conoscevo già, è molto tecnico. Poi è chiaro che quando cambi calcio e giochi poco la cosa più importante è ritrovare la giusta fiducia".

Ha conosciuto Steven Zhang?
"Sì, abbiamo quasi la stessa età. Ti colpisce che si interfacci con altri dirigenti più esperti. Ma quando un giovane fa strada è sempre una buona cosa".

Lei ha scelto di venire a giocare in un Paese in difficoltà a livello calcistico. La Nazionale ha fallito la qualificazione al Mondiale. Crede che sia una vera crisi o che ci rialzeremo in fretta?
"E’ un momento, in Brasile è successa la stessa cosa. Avete vinto 4 Mondiali, rappresentate il calcio nel mondo. Anche i giovani talenti non mancano. Credevo che Pinamonti avesse 20 e passa anni, poi ho scoperto che ne ha 18...".

Sul derby col Milan del prossimo 4 marzo: "Derby o qualificazione in Champions? Voglio prima vincere il derby. Poi la Champions verrà da sé...".