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    Reijnders è davvero 'non indispensabile per il Milan'?

    Reijnders è davvero 'non indispensabile per il Milan'?

    • Federico Zanon
    Otto partite, otto volte in campo. Sette da titolare, una partendo dalla panchina, nella prima partita del girone di Champions League contro il Newcastle. Tijjani Reijnders si è preso il Milan, in poco tempo è diventato un titolare per Pioli, che in questo inizio di stagione non ha mai rinunciato a lui. Arrivato in estate dall'Az Alkmaar, dopo una lunga e faticosa trattativa, per una cifra vicina ai 20 milioni di euro più bonus, l'olandese che deve il suo nome alla stella nigeriana degli anni '90 Babangida, è diventato insostituibile, quasi indispensabile. Nonostante le parole di Stefano Pioli, che lo scorso 18 settembre aveva parlato così di lui: "Tiijani è un giocatore forte, ma non indispensabile. Se fosse indispensabile, ci renderebbe prevedibili".

    GRANDE QUALITA' - Giusto, ma fino a un certo punto. Nel calcio moderno turnover e rose ampie sono fondamentali per arrivare al traguardo, ogni allenatore ha però 3/4 pilastri intorno ai quali costruire la propria squadra. E Reijnders è uno di questi per il Milan, perchè può giocare, con ottimi risultati, in tutte le posizioni del centrocampo. Può fare il regista difensivo o il box-to-box. Per parafrasare Pioli, ha "intelligenza, pulizia, conclusione, verticalizzazione, sa legare il gioco, mandare in gol e ha anche gol nelle gambe". Il prossimo step è diventare un fattore sottoporta. Leao, al termine della partita contro la Lazio, nella quale Reijnders è andato vicino alla prima gioia in rossonero con un colpo di tacco, lo ha preso in giro su Instagram ("Hai bisogno del mio assist? Attendo ancora il tuo gol"). Se l'olandese, che l'hanno scorso ha messo a segno 4 reti tra Eredivisie e Conference League, aggiunge gol alle sue prestazioni il Milan rischia di aver fatto bingo.

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