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L’uomo del Monte era quello che, in celebre spot, pronunciava il suo difficile sì. L’uomo di Montevideo, invece, ha detto no a tutto. Meglio dire ragazzo, se ci si riferisce a Sebastian Ribas, 23enne, miglior marcatore dell’ultima Ligue 2, centravanti prelevato a parametro zero dal Digione. Enrico Preziosi alla presentazione di Alberto Malesani aveva detto: «Punto fortissimo su Ribas, credo che sia un grande attaccante, è dai tempi del Venezia che lo voglio». Poi, il ritiro ha dato altre indicazioni, il tecnico diverse valutazioni, il mercato nuove direzioni. E così l’uruguayano è finito prima sul mercato e adesso, chiusa la sessione (a meno di partenza per Grecia o Turchia, mercati ancora aperti fino a lunedì, giudicata improbabile dalla dirigenza rossoblù), ai margini dell’organico. Non fuori rosa, si allena in gruppo e all’occorrenza potrebbe essere convocato e giocare. Ma nell’elenco dei giocatori pubblicato ieri sul sito ufficiale Sebastian non c’è (compariva con il numero 39 nell’elenco delle maglie del 19 agosto). Jankovic il reintegrato, Ribas l’escluso.
 
Proposte di Nizza, Rayo Vallecano, Real Saragozza, Trazbonspor, Olympiakos, più varie in serie B. Ha rifiutato ogni destinazione. Un po’ per voglia di rimanere al Genoa, un altro po’ perché ha deciso di confrontarsi con la A, avrebbe accettato cessioni soltanto in questa categoria. Nella scelta, ruolo fondamentale ha avuto il parere del padre Julio Cesar, già allenatore del Venezia e, in ultimo, della Nazionale dell’Oman. È soprattutto lui l’uomo di Montevideo che dice no. Papà ingombrante, un po’ come fu Jorge Figueroa, padre di Lucho, Per il fastidio dei dirigenti di Villa Rostan, che hanno pure tentato “l’incentivo Rudolf”: buonuscita da 50mila euro e prestito dell’ungherese al Panathinaikos (pagato 300mila euro, ingaggio da 350mila). Niente da fare con Ribas. Resta, per adesso a margine.