88
La domanda che dobbiamo porci, di fronte all’arrivo di Ribery a Firenze, non è perché la Fiorentina abbia acquistato un giocatore del genere, ma perché un giocatore del genere - con una bacheca che da sola potrebbe riempire le mensole sguarnite della sede viola - abbia deciso di chiudere la carriera nella Fiorentina, fuori dalle coppe europee e arrivata al 16° posto nel campionato scorso. La scommessa (iban rifocillato a parte) è di Ribery, non della Fiorentina, che lo ha preso a parametro zero, giustificando così il maxi ingaggio (maxi per gli stipendi attuali, ultra maxi per quelli della gestione precedente).

Franck Ribery ha 36 anni. Nella stagione scorsa ha giocato 25 partite in Bundesliga (dove le giornate sono 34), la metà delle quali partendo dalla panchina, ma nelle ultime sei stagioni non era mai sceso così tante volte in campo. Non solo: delle otto gare di Champions, ne ha saltata una per infortunio e ne ha disputate sei da titolare. La Fiorentina non acquista un campione nel fiore degli anni, ma nemmeno un vecchietto decrepito. Nessuno può sapere oggi cosa darà davvero il francese alla squadra di Montella, quale sarà il suo spirito, quanta passione riuscirà a mettere in questa nuova avventura. Ma se sarà in grado di giocare anche solo una ventina di gare quasi al suo livello, allora al Franchi la gente si divertirà.

Ribery è un giocatore che mancava, è uno che accende la fantasia, che appassiona, entusiasma. Le sue qualità tecniche sono famose in Europa: ha vinto la Champions, col Bayern è anche Campione del Mondo, porta a Firenze un’esperienza che manca a tutti gli altri viola. E’ stato allenato da Van Gaal e Guardiola, da Heynckes e Ancelotti, ha giocato al fianco di Robben e Lewandowski, di Xabi Alonso e Lahm, di Van Bommel e Klose, di Kroos e Jerome Boateng - il fratello di Kevin Prince - e anche al fianco di Mario Gomez, vecchia e sfortunata conoscenza bavarese della Fiorentina.

Dovrebbe prendere il posto finora occupato da Sottil: uno di 36 anni che toglie spazio a un ragazzo di 20. Si può vedere anche in un altro modo, però: uno di 36 anni che ha vinto tutto e spiega a un giovane come si fa a vincere, come si sta in campo, come si fa quel dribbling e come si porta il pressing. Ribery non rinuncerà alla sua spiccata personalità, da sommare a quella di Pezzella, Badelj, Boateng e Pulgar, gente dalla faccia cattiva. Forse è finita davvero la stagione della Fiorentina dei bravi ragazzi.