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Titolarissimo nel Milan e riserva, sia pure di lusso, nella sua Nazionale. Sembra una contraddizione, invece è la doppia vita calcistica di Rafael Leao, il talento portoghese finalmente esploso con la maglia rossonera la stagione scorsa, in cui ha fatto spesso la differenza con i suoi scatti sulla fascia e con i suoi gol, non a caso eletto miglior giocatore della serie A. Nessun dubbio sul fatto che Leao, a 23 anni, sia un punto fermo per il Milan di Pioli che grazie anche a lui ha vinto lo scudetto. Semmai qualche dubbio sul suo valore a livello internazionale, visto che il c.t. portoghese Fernando Santos nel Mondiale in Qatar lo ha tenuto più in panchina che in campo. Il tempo sicuramente gioca a suo favore, perché Pioli ha sempre ripetuto che Leao ha ampi margini di miglioramento, sottolineando l’importanza della sua crescita, a livello di continuità e di mentalità.

Il tempo, che corre in fretta per tutti, dovrebbe anche giocare a favore del Milan, che ha investito molto su di lui quando lo ha pagato 23 milioni nel 2019, garantendogli un ingaggio di 1,4 milioni netti a stagione fino al 30 giugno 2024. Il condizionale è d’obbligo, perché malgrado i tanti discorsi sul possibile rinnovo del contratto con il Milan, che gli ha offerto 6 milioni a stagione disposto a salire fino a 7, fin qui non è stato raggiunto alcun accordo. Maldini aveva dichiarato che si augurava di chiudere la trattativa prima del Mondiale, ma così non è stato. E adesso, anche se Leao non è un titolare in Nazionale, è lecito chiedersi quale sarà il suo valore al termine della manifestazione, visto che fin qui ha già segnato due gol entrando dalla panchina e nel caso in cui il Portogallo entri in semifinale, o addirittura vinca il suo primo Mondiale, l’attaccante rossonero costerebbe molto di più.
Facile immaginare che il Chelsea sia sempre più interessato a lui, a maggior ragione se perderà Ziyech, e di riflesso aumentino le richieste del suo procuratore. Meno facile immaginare che al rientro a Milanello, Leao firmi subito il rinnovo del contratto con il Milan. E’ vero che fin qui ha lanciato messaggi rassicuranti, facendo capire che intende rimanere al Milan, ma dopo il clamoroso precedente di Kessie che un anno fa alle Olimpiadi dichiarò alla “Gazzetta” che al rientro in Italia avrebbe firmato il rinnovo del contratto, è lecito nutrire qualche perplessità. A prescindere da come finirà il Mondiale del Portogallo, il Milan dovrà quindi porre una sorta di ultimatum al giocatore a chi lo rappresenta, perché non può correre il rischio di perderlo a parametro zero tra un anno, come è già successo con i vari Donnarumma, Calhanoglu, Kessie e Romagnoli.

Il mercato invernale chiude a fine gennaio e quella deve essere la data limite. O dentro o fuori, quindi. O Leao firma il rinnovo, oppure il Milan ha il diritto e il dovere di cederlo al miglior offerente. Perché nessuno è indispensabile, come ha dimostrato indirettamente Maignan, e non lo è neppure Leao che troppe volte ha avuto un atteggiamento indolente, fermandosi dopo aver segnato un gol, e soprattutto senza fare la differenza nelle gare più importanti di Champions, vedi il doppio confronto con il Chelsea. Un vero campione, infatti, lo è sempre sia nel proprio club, sia in Nazionale. E proprio il suo compagno Giroud, che potrebbe dare lezioni a tutti sull’importanza della continuità e della mentalità, lo sta dimostrando al Mondiale a poche decine di metri da Leao. Ecco perché il tempo gioca a favore del Milan, che a questo punto ha più da guadagnare che da perdere. Perché o rimane Leao, oppure lo saluta in cambio di un bel pacco di milioni di euro, o di sterline. Sognando l’arrivo di Ziyech che lo sfiderà sabato in Qatar.