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Due settimane fa, fra opinionisti, addetti ai lavori e lettori era cominciata a circolare una domanda: “E se i calciatori di serie A avessero il coraggio di ridursi lo stipendio?” Più che una domanda un auspicio. Non c’era nessuno che non trovasse questa decisione opportuna, sia per il mondo del calcio, sia per la società in generale.

Non c’era chi non vedesse, nel gesto, valori concreti e morali in un periodo di grande difficoltà per tutti. E non solo: la scelta rivestiva anche un alto valore simbolico, perché un gruppo di persone in vista, di personaggi pubblici, di campioni che guadagnano parecchi milioni di euro al mese, decideva di decurtarsi i compensi per concorrere ad alleviare la situazione critica delle loro società.


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