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“Mercato? Questo gruppo merita rispetto...”. Lo hanno detto e ribadito, non in coro ma aspettando il proprio turno, sia Massimiliano Allegri che Giuseppe Marotta prima e dopo la vittoria col Carpi. Ed è sicuramente vero, il fatto che meriti rispetto. D'altronde rialzarsi e dimostrare di essere ancora una volta non solo forti, ma forse ancora i più forti in Italia dopo una partenza così disastrosa, non può che portare la dirigenza bianconera a dichiarare che prima di tutto i suoi giocatori meritino il rispetto di tutti. Che però questo basti per far credere ad un mercato con la Juve defilata ad aspettare le manovre altrui, non può essere. Dichiarazioni giuste e non solo di circostanza, che segnalano un ritrovato feeling tra le parti dopo un lungo periodo di gelo post-31 agosto. Ma che nascondono le reali intenzioni della Juve, che sul mercato di gennaio sarà presente e attiva come mai in questi anni durante la finestra invernale.

 

MEZZA VERITA'Il mercato di gennaio è un mercato di preparazione. E noi non abbiamo nulla da riparare”. Invece su questo ci sarebbe molto da discutere. C'è stato molto da discutere. Non tanto sui media e tra tifosi, ma anche in corso Galileo Ferraris. Perché quest'ultima dichiarazione di Marotta è effettivamente solo una frase di rito, rafforzata dalla rimontona in campionato ma che non può bastare a nascondere le falle che rimangono nell'organico a disposizione di Max Allegri. Anche perché proprio il filotto di vittorie è stato costruito, tra una scelta tecnica ed un infortunio, su un gruppo ben più ridotto di quello che complessivamente è stato allestito durante la rivoluzione estiva. In attacco, le scelte di Marotta e Paratici sono state premiate: non a caso questo è stato il reparto di fatto costruito con il maggiore anticipo, Dybala, Mandzukic e Zaza al fianco di Morata sono stati colpi messi a segno quando l'estate sul calendario doveva ancora cominciare. In difesa e sugli esterni, Alex Sandro è l'unico ad essersi realmente inserito nelle rotazioni del tecnico, lanciando primi segnali positivi riguardo un investimento importante per un giocatore che sarebbe andato in scadenza. Ma a centrocampo la coperta continua ad essere corta, cortissima, nonostante i tanti elementi presenti in rosa: con l'infermeria sempre stracolma, l'unica vera alternativa di sostanza e affidabilità al trio Khedira-Marchisio-Pogba è stato Sturaro, con Asamoah e Pereyra praticamente sempre indisponibili, con Hernanes e Lemina che arrivati l'ultimo giorno di mercato non sono riusciti ad alzare il livello come chiesto dall'allenatore, innesti dettati dalla fretta e da quello che era rimasto sul mercato quando le bancarelle venivano ormai smontate...

 

SERVE UN CAMPIONE Se quindi in attacco tutto potrebbe restare così com'è, nonostante la richiesta di spazio di Zaza e l'ombra di Lavezzi che se si riuscisse a liberare subito verrebbe comunque accolto a braccia aperte, se in difesa tutto ruota attorno la capacità di Fonseca di trovare subito una nuova sistemazione a Caceres con conseguente sostituto da individuare tra profili a basso costo ma di sicura affidabilità, a centrocampo c'è molto da fare. Marotta ha smentito, ma se solo il Borussia Dormtund lasciasse uno spiraglio per la cessione di Gundogan a gennaio allora la Juve sarebbe disposta a un sacrificio economico anche superiore dal disperato tentativo da 25 milioni di fine agosto. E lo stesso Banega rimane un'alternativa che molto piace allo stesso Allegri per il ruolo di trequartista di manovra. Nomi smentiti da Marotta, proprio perché da tempo nel mirino. Ma non rimangono gli unici: da Rabiot a Witsel, da Moutinho a Soriano, i giocatori seguiti con grande attenzione e già approcciati non mancano, ognuno con caratteristiche diverse ma che ugualmente possono fare comodo al tecnico che nel frattempo si è difeso e tutelato badando al sodo in questi due mesi. La certezza è che proprio Allegri vorrebbe però un giocatore già pronto e non da aspettare, né da rigenerare. Anche perché, per il momento, programmare il futuro è un lusso che non vuole né può permettersi dopo i chiari di luna degli scorsi mesi. Intanto chi guadagna posizioni è Bernardo Silva, sì giovane ma già con una discreta esperienza internazionale alle spalle: la Juve continua a seguire la sua evoluzione soprattutto da trequartista, con caratteristiche perfette per il piano tattico che Allegri ha in testa in vista della seconda parte di stagione ed economicamente alla portata. Se dovesse essere trovato l'uomo giusto, poi, partirà qualche uomo sbagliato per un gennaio che si annuncia molto caldo in casa Juve.

Nicola Balice
@NicolaBalice