244
Nicola Rizzoli, designatore arbitrale di Serie A e B parla a 360° del mondo dei fischietti, tra tecnologia, polemiche e nuova comunicazione arbitrale. Di seguito le parti salienti dell'intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

L’errore indimenticabile?
"Derby di Milano, concessi un rigore inesistente... Ma l’indimenticabile lo commisi in Atlético Madrid-Barcellona di coppa. Diedi una punizione dal limite invece del rigore che, se realizzato, avrebbe qualifi cato il Barcellona. Non mi accorsi del fatto che il giocatore dell’Atletico aveva i piedi fuori dall’area ma la mano con la quale aveva colpito il pallone era all’interno. Vedi, se ci fosse stato il Var…". 

Già. Al Var bisogna andare sempre, quando l’episodio è dubbio, oppure tocca all’assistente al video richiamare l’attenzione di chi dirige. Dove l’ho sentita?
"Sono le indicazioni, chiarissime, che ho dato ai miei".

In Juve-Napoli Mariani le ha disattese. Anche molti altri, in passato.
"Ha sbagliato Mariani così come l’avar. Lo sanno benissimo anche loro. Io sono sempre stato favorevole alla tecnologia, assurdo che alle soglie del 2020 l’unico a non rivedere le immagini fosse proprio l’arbitro".
Sugli arbitri che comunicano live le loro decisioni:
"Un deciso passo avanti lo farà compiere il chiarimento live. L’obiettivo è quello di riuscire a comunicare, in tempo reale, con l’esterno la decisione che si è appena presa, la motivazione della scelta. Naturalmente anche quella del Var". 

Sugli arbitri e Calciopoli: 
"Calciopoli ci ha fatto molto male, dura rimettersi in piedi. Oggi siamo una squadra, quello che abbiamo perduto in personalità lo abbiamo guadagnato in professionalità".

Sul coming out di Orsato a 90° su Inter-Juve del 2018: 
"Possiamo parlare d'altro? Quello è un episodio di tre anni fa e io guardo avanti. A cosa serve tornarci sopra oggi?".