110

Domenica sera, a San Siro, l'arbitro Gianluca Rocchi ha sospeso per 97 secondi la partita Milan-Roma dopo che, inutilmente, l'altoparlante dello stadio aveva invitato più volte i razzisti annidati nel settore romanista a smetterla con gli ululati e i buu contro Balotelli. 

Rocchi ha compiuto un passo avanti rispetto al lassismo e all'ignavia che, sinora, aveva caratterizzato il comportamento del Sistema in materia di lotta al razzismo negli stadi. Ma due minuti di stop non bastano: con i razzisti non si gioca più. E ha fatto benissimo Balotelli a protestare. 

Il 24 maggio, a Londra, l'Uefa inviterà le federazioni nazionali ad adeguarsi alla nuova normativa: sospensione delle partite in caso di buu e altri insulti discriminatori; squalifiche da un minimo di 10 turni ai tesserati che insultano altri tesserati con epiteti razzisti; chiusura progressiva dei settori dello stadio da dove partono gli ululati.

Se Rocchi avesse sospeso definitivamente Milan-Roma, avrebbe lanciato un messaggio fortissimo.

Coraggio. Ai razzisti le multe fanno solletico, anche perchè non le pagano loro. L'unico modo per sconfiggerli e per stanarli è cacciarli dagli stadi.  Un altro calcio deve essere possibile anche in Italia.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com