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I conti della Roma sono da Profondo Rosso, ma pure le prospettive di mercato fanno pensare alle musiche dei film di Dario Argento. La lettera inviata agli azionisti in vista dell'assemblea del 29 giugno d’altronde è scandita da termini come ‘incertezze significative’ e ‘rilevante fabbisogno finanziario’. Il tutto accompagnato da numeri allarmanti: perdite che hanno raggiunto i 126 milioni, mentre l’indebitamento sale a 278,5. Il patrimonio netto poi risulta negativo per 178. Non a caso, tra le righe della relazione emerge una frase allarmante: “Le circostanze possono far sorgere dubbi sulla capacità della società di operare come entità di funzionamento”. Una circostanza prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile se entro il 31 dicembre non verrà riportato il capitale nel minimo legale. 

LE SOLUZIONI - Due le vie che si prospettano nell’immediato: trovare un socio che aiuti nella ricapitalizzazione (dopo il no a Friedkin c’è in corsa DaGrosa) o vendere i migliori asset rimasti a disposizione: i calciatori. Si prevede quindi un’altra campagna cessione sanguinosa per i tifosi che potrebbero dover salutare i due talenti Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini, anche se in questo senso la società cercherà di fare cassa con altri prima di dover rinunciare ai due giocatori più forti in rosa. Certo la qualificazione in Champions aiuterebbe non di poco (60-70 milioni), ma al momento resta solo una speranza. Il piano A di cessioni prevede obiettivi di plusvalenze ottenibili con Schick, Under, Kluivert, Cristante, Riccardi, Calafiori e Florenzi. Oltre al risparmio sugli ingaggi di esuberi come Pastore, Juan Jesus, Perotti e Olsen. Ma sarà un lavoro duro e complicato visto che il mercato non conosce ancora date certe. Così il rischio di “ipotecare” il futuro di Zaniolo (piace a Juve e Liverpool) e Pellegrini (Psg e Inter) è altissimo. E il passato con Alisson, Salah, Marquinhos o Nainggolan insegna che non si tratta solo di pessimismo.

MERCATO IN ENTRATA - Cambiano ovviamente anche le prospettive del mercato in entrata. Il budget è ridotto all’osso (anche con le cessioni) e quindi si dovranno seguire due vie: gli scambi e i parametri zero. Nel primo caso è in corso una fitta trama con Juve, Napoli e Fiorentina da dove potrebbero arrivare i vari Mandragora, Hysaj, Ospina e Biraghi. Nel secondo, bisogna comunque combattere col tetto stipendi che sarà abbassato. Nel mirino ci sono soprattutto Pedro e Vertonghen, ma anche Kean, che arriverebbe in prestito. Una formula che potrebbe essere rinnovata pure per Smalling e Mkhitaryan, ma anche su di loro va fatto un ragionamento in base allo stipendio. Tempi duri per Baldini e Petrachi quindi. A meno che non entrino soldi freschi. Che può garantire solo un socio, e che poteva essere Dan Friedkin. Chissà che il telefono squilli ancora…