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Un mercato di Pinto, dipinto di blu. E non più di verde speranza come in passato. La Roma è stata una delle regine assolute dell’estate, peraltro con un bilancio che chiude in attivo grazie anche alle cessioni dei tanti esuberi. Tutti contenti: Mourinho, i Friedkin, i tifosi e i giocatori che sono sbarcati. In primis Paulo Dybala, il gioiello più lucente di una campagna acquisti vissuta nell’entusiasmo e sull’onda della vittoria in Conference. La Joya è arrivato a parametro zero dopo i corteggiamenti di Inter e Napoli. Sempre a zero è arrivato il Gallo Belotti a completare un reparto offensivo tra i più forti della serie A. E di cui fa parte anche Nicolò Zaniolo rimasto nonostante le forti voci di un passaggio alla Juve. Altro colpo di Pinto. Come Wijnaldum arrivato in prestito con diritto di riscatto dopo le richieste fuori mercato del Sassuolo per Frattesi. L’infortunio alla tibia dell’olandese ha attutito l’entusiasmo ma a gennaio l’olandese sarà l’arma in più di Mou. Tutto qui? No. Tra giugno e luglio sono sbarcati Svilar, Matic e Celik. Una scommessa in porta e due certezze per completare la rosa e dare a Mourinho la possibilità di cambi all’altezza.
CESSIONI D'ORO - E’ mancato forse un difensore ma la reazione dovuta al crack di Wijnaldum ha portato Pinto a prendere Camara dall’Olympiacos. Ragioni di necessità. Reattivo il gm portoghese è stato anche sulle uscite:  arrivato Dybala è uscito Carles Perez, arrivato Wijnaldum è partito Veretout, sbarcato Belotti ha fatto le valigie Felix. Via anche stipendi pesanti come Diawara, Kluivert (sul filo di lana) e Santon (a fine contratto). Un capolavoro che poteva essere completo con l’arrivo di un difensore centrale da far ruotare nello schieramento a tre, occhio comunque allo svincolato Zagadou. Appuntamento per questo rinviato a gennaio quando potrebbe arrivare anche Solbakken. E ora? Ora Mou è chiamato a tornare in Champions. E’ quello l’obiettivo dichiarato e mai nascosto dalla dirigenza.  E se poi qualcuna davanti dovesse zoppicare…