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La tensione non si abbassa, anzi. La rottura tra Edin Dzeko e la Roma ha vissuto oggi un’altra giorno cruciale con la seduta d’allenamento individuale sostenuta dal bosniaco, ufficialmente per una contusione ma ovviamente sono altri i motivi del distacco. Lontano dai compagni e da Paulo Fonseca, che ha deciso di spogliarlo della fascia di capitano e di escluderlo dal match contro lo Spezia, l'attaccante s'è presentato a Trigoria con il suo nuovo agente, Alessandro Lucci, per discutere le modalità di un divorzio che resta comunque difficile. Non è valsa per ora  a nulla la mediazione di Pellegrini e di altri compagni di squadra. Dzeko non vuole fare un passo verso Fonseca e ha intenzione di lasciare la capitale, proprio come avrebbe voluto già fare in estate quando era a un passo dalla Juve prima del no della Roma a Milik. 

ANDARE DOVE? - Ora il nuovo agente ha mosso i fili con Juve e Inter. Entrambe nutrono dubbi e per ora non sembrano intenzionate all’affondo: gli esuberi Khedira, Bernardeschi ed Eriksen sarebbero le carte di scambio.  A Pinto già sono arrivati i no di Barcellona e Psg oltre a quello di Mariano Diaz del Real Madrid. Ad oggi l'unica proposta è arrivata dal West Ham, l'unico club disposto a pagare il maxi stipendio da 7,5 milioni di euro, ma che non rappresenta una soluzione gradita a Dzeko.
PACE DIFFICILE - Anche la Roma ormai vuole cedere l’attaccante, visto che proseguire un rapporto burrascoso da qui a fine stagione sarebbe infruttuoso per tutte le parti in causa. Lo sanno i Friedkin, che non forzeranno la mano per una tregua difficile soprattutto ora che Fonseca sembra aver riacquistato fiducia da parte di gran resto del gruppo.  Dzeko resterà ai margini da qui alla gara col Verona di domenica, 24 ore prima della fine del mercato invernale. Poi si vedrà.  In caso di permanenza,  molto dipenderà dal destino di Fonseca, che appare comunque appeso a un filo. In caso di esonero, nei prossimi mesi o in estate alla scadenza del contratto, Dzeko potrebbe tornare utile al futuro allenatore. Allegri o chi per lui.