19
La sostituzione finale di Borja Mayoral con Fazio dice due cose: che Fonseca si sta italianizzando e che la Roma non vuole più perdere partite da vincere come quella con il Genoa. Per l’ennesima volta una cosiddetta piccola si arrende a questa squadra per certi versi bizzarra che non riesce a battere le cosiddette grandi ma fa incettta di punti con il resto del gruppo. Sono punti anche questi, una vittoria sporca come si dice, non perché non sia meritata ma perché il Genoa è rimasto in partita fino alla fine.

Il Ballardini 4 è qualcosa che andrebbe studiato a fondo. A cominciare dal rapporto esistente tra Enrico Preziosi e questo educato tecnico romagnolo che ama vestirsi di nero alla faccia di tutte le scaramanzie del calcio. Il Genoa di Maran sembrava fatto di buona pasta, ma stava precipitando senza che si trovasse un attendibile perché. Esattamente come a un certo punto si era sgretolato il Ballardini 3. E ancora prima il Ballardini 2.

Il Genoa ha un’ottima organizzazione di gioco e due ex romanisti pieni di slanci: Destro, rigenerato dalla nuova gestione, nonché Strootman, eccellente idea nel mercato invernale, assai rimpianto dal popolo giallorosso che apprezzava la sua presenza. Rudi Garcia lo definiva  per la sua capacità di ripulire tutti i palloni sporchi. Ballardini recupera Criscito ma perderà Masiello insieme a Destro che si fa cogliere in fallo (di mano) facendo scattare la diffida. Perin, eroe di tante resistenze, si prende un turno di riposo.

Fonseca recupera Smalling e chiede a Cristante l’ennesima prova d’amore: giocherà  centrale sinistro nella difesa a tre. Ormai gli manca solo di mettersi in porta. Pedro ritrova la titolarità mentre Pellegrini arretra a metà campo nel ruolo di Veretout che mancherà per diverse giornate. Il gol che sblocca la partita è una specialità della casa: angolo di Pellegrini, zuccata di Mancini, quarto gol stagionale. Nessuna squadra italiana ha segnato tanti gol su corner.

Ballardini prova a mescolare le carte con due sostituzioni sorprendenti dopo l’intervallo. Cassata prende il posto di Ghiglione e impegna subito Pau Lopez. Via libera anche a Shomurodov che rileva il fatiscente Pjaca. La Roma controlla badando soprattutto a non commettere errori. Un preziosismo di Pedro, che colpisce di tacco segnando un gol da cineteca vanificato da un fuorigioco millimetrico. Un palo di Villars e poco altro. Comunque un buon Genoa a dispetto delle smorfie di Preziosi in tribuna.

IL TABELLINO
Roma-Genoa 1-0 (primo tempo 1-0)

Marcatore: 24’pt Mancini
Assist: 24’pt Pellegrini

Ammoniti: 42′ Masiello, 46′ Destro, 64′ Strootman, 65′ Mancini, 84’ Criscito
Espulsi: 69′ Pedro Moreira (proteste)

ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Cristante, Smalling; Karsdorp, Diawara (59′ Villar), Pellegrini, Bruno Peres; Pedro (75′ Perez), El Shaarawy (59′ Mkhitaryan); Borja Mayoral (86' Fazio). Allenatore: Fonseca.

GENOA (3-5-2): Marchetti; Masiello, Radovanovic, Criscito; Ghiglione (45′ Cassata), Strootman (76′ Scamacca), Badelj, Zajc (78′ Melegoni), 

Zappacosta; Pjaca (45′ Shomurodov), Destro. Allenatore: Ballardini.