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La Roma, ergo i Friedkin, hanno deciso. Si chiude con la Borsa. Per i giallorossi è il secondo tentativo di 'delisting' (il primo nel novembre 2020), operazione che porta a risparmi di tempo e denaro da investire nelle attività principali del business calcistico. La soglia di azioni da raggiungere per avviare la procedura per l'uscita dalla Borsa è del 95%. E la strategia è ben definita.

LA QUESTIONE - Intanto qualche numero. Il 23 maggio del 2000, quando la Roma entrò in Borsa, un'azione valeva 5,5 euro: ieri, alla chiusura del listino,  era a 0,42 euro. Questo perché l'azionariato diffuso pensa e agisce con i sentimenti e non con il portafoglio: perciò la Roma, per convincere quelli che non vorrebbero separarsi dal proprio pacchetto azionario, oltre a pagare ha promosso delle operazioni di fidelizzazione. Dall’11 maggio inoltre, i proprietari statunitensi stanno acquistando capitale flottante: come riportato dalla Gazzetta dello Sport, nelle 15 acquisizioni fatte finora hanno già rastrellato 18.755.838 azioni, investendo 7.980,934,94 euro. Ma questa è solo la prima parte dell'operazione, che può far salire i Friedkin a non più del 90%. 
DOCUMENTI - Dopo aver inviato tutta la documentazione richiesta alla Consob, sempre nella giornata di ieri è arrivato il via libera da parte dell’organo di controllo della Borsa, che consentirà di salire fino alla quota del 95% e iniziare il processo di uscita dalla Borsa vera e propria. I Friedkin sono pronti a investire fino a 27 milioni: una cifra importante, che libererà però il club da una serie di vincoli che esistono per società quotate a Piazza Affari: il messaggio lanciato dalla proprietà americana è che per i club italiani sia poco vantaggioso restare in Borsa. 

CRESCITA - L'euforia portata dalla vittoria della Conference League ha tracciato il solco. La Roma dei Friedkin vuole vincere e regalare gioia ai tifosi giallorossi e per farlo la strategia è chiara. L’addio alla quotazione in Borsa è un passo importante in quest'ottica. Il successivo sarà la costruzione del nuovo stadio, con l'addio all'Olimpico. Operazioni necessarie per sviluppare una crescita fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi sportivi.