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Un derby per il quarto posto e per la Champions. Un derby da 20 milioni, un tesoro da conquistare per riequilibrare i conti e costruire un futuro più ricco. La Roma aspetta la svolta societaria e di trovare un nuovo padrone. La Lazio segue un percorso già disegnato da Lotito, che ha allontanato l’incubo della serie B l’estate scorsa e adesso progetta di tornare ai fasti di Cragnotti. C’è un tesoro da conquistare, ovviamente Lazio e Roma se lo giocano nel derby e nelle ultime nove partite di campionato, augurandosi di non essere precedute dall’Udinese o da un ritorno della Juventus. Un tesoro da mettere nel mirino attraverso il quarto posto e poi agguantare nel preliminare di Champions fissato ad agosto: non entrare nella fase a gironi significherebbe veder sfumare 20 milioni in un colpo solo. Ecco perché arrivare al terzo posto, occupato adesso dal Napoli, sarebbe ancora meglio: significherebbe mettere in cassaforte questi soldi senza passare dagli spareggi, che rappresentano un’insidia. Solo il passaggio del turno preliminare, quindi l’ingresso nei gironi di Champions, vale un introito di 3,8 milioni di euro. Sarebbero 7,1 attraverso la semplice partecipazione perché ogni partita assicura alle società un gettone di 550 mila euro (3,3 milioni nel totale). Poi ci sono i premi legati ai risultati: per ogni vittoria si incassano 800 mila euro, in caso di pareggio entrano 400 mila euro, niente bonus per le sconfitte.

Conta anche il rendimento, perché si va da 0 a 4,8 milioni di euro in caso di en-plein. La qualificazione agli ottavi assicura un bonus ulteriore di 3 milioni. Queste le cifre stabilite nella edizione in corso della Champions, che si concluderà con la finale di Wembley. Negli introiti va aggiunta la cifra del market pool, una sorta di paniere in cui entrano sponsorizzazioni, diritti televisivi e merchandising. Si va, come minimo, dai 7 ai 10 milioni. La cifra cresce tanto più si avanza nel torneo. Nel 2007/08 la Lazio di Lotito, eliminata nella fase a girone, incassò 16,4 milioni dalla partecipazione alla Champions con un market pool di 9,8 esclusi gli incassi al botteghino. Rispetto ad allora, i premi sono anche più alti.

Ma cosa significa tutto questo per la Lazio?
C’è una premessa da sottolineare: i proventi Champions sono distribuiti dall’Uefa a giugno, quando il torneo si è concluso. La Lazio, qualora dovesse partecipare alla prossima edizione, incasserebbe il tesoretto da 20 milioni all’inizio dell’estate 2012. Un flusso finanziario di cui si potrebbe beneficiare tra più di un anno e che entrerebbe nel semestre di bilancio in chiusura al 31 dicembre. E’ vero, però, che la società, potendo contare su una previsione certa di futuri introiti, potrebbe già nei prossimi mesi fare diversi ragionamenti. E si sa come Lotito abbia spesso impostato il suo mercato-calciatori ricorrendo ai prestiti con diritto di riscatto oppure ai pagamenti pluriennali. In altri casi, come per Hernanes e Zarate, ha invece battuto sul tempo altre società o ha chiuso le operazioni pagando cash, mettendo i soldi sul tavolo, come non avviene quasi più nel mondo del calcio.

Lotito, che da quando dirige il club nato in Piazza della Libertà non è mai arrivato in campionato davanti alla Roma, ha partecipato alla Champions nel 2007/08 grazie al terzo posto raggiunto nella stagione precedente, segnata dal penalizzazioni e dal post-calciopoli. Fu un’esperienza terribile, perché in estate non arrivarono i rinforzi adeguati e Delio Rossi fu costretto a gestire l’emergenza e gli impegni ravvicinati con una rosa scoperta in alcuni ruoli e non ancora pronta. Sabatini, che a fine estate si era dimesso, riuscì a prendere a gennaio Radu, Rozehnal, Rolando Bianchi e Dabo, rientrato dal Manchester City. Lotito stava ancora pagando il Piano Baraldi, ovvero gli stipendi arretrati di ex calciatori della gestione Cragnotti. Igli Tare, che oggi fa il diesse, era la quarta o quinta punta a disposizione di Rossi. Quella Champions, che fece registrare il suo momento più bello ai preliminari di Bucarest, portò nelle casse della Lazio 16,4 milioni di euro.

Oggi la società biancoceleste è in tutt’altra situazione. Reja ha fatto un grandissimo lavoro, gli acquisti di Hernanes e Dias hanno impreziosito la base di un’ottima squadra, che ha soltanto bisogno dell’ultimo salto di qualità per provare a lottare per lo scudetto. E’ in arrivo lo svizzero Ziegler dalla Sampdoria, primo colpo a parametro zero della prossima stagione per riempire il vuoto lasciato da Kolarov. Restano in sospeso i casi legati ai rinnovi contrattuali di Radu e Muslera. La Champions darebbe ancora più forza al progetto di Lotito, che medita su due grandi operazioni da realizzare a giugno. Acquisti mirati, colpi da 10-15 milioni. Uno è sicuro, due se la Lazio si garantisse almeno il quarto posto. Nei piani del tecnico friulano e della società ci sono un centravanti forte fisicamente da accoppiare a Kozak e Floccari e un centrocampista centrale, un mediano che abbini muscoli e passo a buone qualità tecniche, così potrebbe completare un reparto di altissimo livello già formato da Ledesma, Matuzalem e Brocchi. Tre partite a settimana non sono facili, due titolari per ogni ruolo ( come predicava Rossi) sarebbe l’indicazione di Reja, in scadenza di contratto. Presto Lotito dovrà tornare all’assalto del tecnico friulano.