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Roma-Cagliari 1-1


Pau Lopez 6: Sfiora il rigore di Joao Pedro e prova a dialogare coi piedi con un reparto che tutto sommato non ha grosse colpe. Nella ripresa suona la carica con la voce quasi fino ad arrivare a centrocampo e ringrazia Smalling. Solo una parata, facile, su Castro. Non c’è molto altro da dire. 

Spinazzola 5,5: Gran diagonale su Simeone nel finale del primo tempo e poi da una sua ripartenza nasce l’azione dell’autogol del pareggio. Tutto sommato sembrava aver cancellato gli errori di Graz. Torna una certa indigestione alle cose semplici nella ripresa quando sbaglia una serie di passaggi elementari. (34’st Santon ng: non migliora più di tanto la situazione)

Mancini 5,5: I rimproveri di Fonseca dopo un lancio sbagliato si sentono fino in tribuna, ma l’errore più grave il difensore lo compie al 25’ quando tocca di braccio in area. Rigore col Var, che ci sta. Compie un errore a partita, e pure quando c’è da svettare come ai bei tempi in area avversari sembra timido. Peccato perché nella ripresa cresce di colpo. 

Smalling 6,5: Decisamente meno appariscente rispetto alle prime due uscite. L’inglese bada al mantenimento della posizione senza ricorrere agli interventi da coltello tra i denti in stile Predator. Il buon Chris però si vede soprattutto nelle situazioni di difficoltà. E quando il Cagliari nella ripresa prova a sfruttare la stanchezza della Roma lui ci mette testa e piedone. Una scatola di sicurezza. 

Kolarov 5,5: Nel primo tempo lascia più spazio alla discesa a Spinazzola cercando di stringere al centro per dare una mano a Smalling. Prova ad affacciarsi di più col passare dei minuti ma il peso di un ruolo senza ferie alcuna comincia a farsi pesare sui capelli bianchi. E ora si vola pure innazionale. 

Cristante 6,5: Il pressing in serie di Rog, Nainggolan e Nandez lo obbligano a stare asserragliato davanti alla porta di Lopez. Bryan mantiene la calma e nella ripresa si scrolla di dosso la polvere da archivio per tornare a illuminare l’azione con un paio di ottimi break. Finalmente ambizioso, in Austria non lo era stato. 

Diawara 6: Stava crescendo l’autostima del ragazzo. In campo per la terza volta di file il centrocampista stava confermando di essere un ottimo disturba pensieri. Nei primi 20 minuti sveglia il reparto con interventi di rottura che portano Cigarini a frenarlo con la forza. Troppa forza. Proprio da un fallaccio da rosso del sardo arriva l’infortunio al ginocchio di Diawara. Al quale mandiamo il più grande degli in bocca al lupo. (30’pt Antonucci 5,5: entra con la pressione bassa e inanella una serie di errori, ma nella ripresa ha tutto un altro piglio. Certo gli manca un bel po’ d’esperienza. Dal 29’st Kalinic 6: segna, esulta. Ma fa pure fallo) 

Zaniolo 7: Ricordate la pubblicità anni ‘90 di un noto profumo in cui tante modelle urlavano “Egoiste”. Ecco, risuona dopo 8 minuti quando Nicolò ignora di nuovo Dzeko per provare la battuta a rete facendo venire il dubbio che i bonus contrattuali siano legati solo alle segnature. Altruista lo è però nel gran lavoro di corsa e quando di testa prova a spizzare proprio per Dzeko la palla del 2-1. Nella ripresa va vicino due volte al gol, ma pare un anno maledetto. Ce la mette tutta. 

Veretout 6: Dura poco il ritorno alle origini in area di rigore avversaria come faceva a Firenze. Si vede però che non è uomo da ultimo passaggio. Torna in guardiola a causa dell’infortunio di Diawara mantenendo però sempre il petto in fuori e il bavero alto.  Niente male pure su calcio piazzato. Peccato i soliti errori sul finale che rimandano in porta l’avversario. 

Kluivert 6,5: Passata la noia di Graz si ributta a correre sotto il sole di Roma. Da una sua impennata, proprio nel momento più difficile, nasce l’autogol che porta al pareggio. Justin non si ferma e rappresenta per larghi tratti di gara il pericolo numero uno vincendo a mani basse il duello con Luca Pellegrini. Arcigno nel finale quando prende di petto mezzo Cagliari. 

Dzeko 5,5: Prima Zaniolo, poi Ceppitelli e infine Olsen. Tutti sembrano non voler far segnare il bosniaco che nel primo tempostrappa grandi applausi per un recupero difensivo che ne attesta il gran senso di sacrificio. Nella ripresa prova a bucare Olsen ma non è la giornata fortunata. Così fa l’assist per il non gol di Kalinic. 

Fonseca 5,5: Probabilmente avrà finito le imprecazioni in portoghese, ucraino e italiano per i troppi infortuni che ne complicano ora dopo ore il suo progetto tecnico e per arbitraggi di certo non favorevoli (oggi il Cagliari meritava di giocare in 10). Detto ciò la Roma ci mette cuore, anima e qualche idea ma una vero e proprio copione tattico ancora non si vede. Così come il quarto posto. E il calendario fin qui era stato benevolo. La grinta nel finale è esagerata.