'Io presidente della Roma? Per la mia città e per la mia squadra farei qualsiasi cosa, sarebbe il sogno di qualsiasi tifoso, che deve augurarsi sempre il bene della propria squadra'. Così Giovanni Malagò si espose il 22 luglio del 2010: quando gli americani ancora non esistevano e nella capitale rimbalzavano voci su fantomatici arabi, sceicchi e fondi sovrani. Oggi lo stesso imprenditore ha la chance concreta di coronare il suo sogno. Essere il presidente operativo della Roma. E' nel consiglio territoriale di Unicredit e stretto amico di James Pallotta, l'uomo attualmente con maggiori poteri nel club giallorosso.

Ma Pallotta romano non è e stasera partirà per Londra per sbrigare alcuni affari e poi tornerà a Boston. In poche parole: non può essere una figura presente nel quotidiano, proprio ciò di cui avrebbe bisogno la società. Desidera, allora, che sia un grande conoscitore del tessuto sociale della città a prendere le redini della club, ancora meglio se un 'tifoso', in grado di far sentire tutti i giorni la sua presenza a Trigoria. Malagò risponde perfettamente a questi requisiti e ha preso due giorni di tempo per pensarci. La risposta definitiva entro domani sera. Malagò vuole carta bianca per accettare l'incarico. Due gli obietivi a brevissima scadenza: rinnovare il contratto a De Rossi e snellire l'organigramma del club.