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La Roma acciuffa la prima vittoria del 2020 dopo tre sconfitte consecutive ritrovando il sorriso. Il Lecce prende una brutta sberla dopo tre vittorie consecutive. Il calcio è fatto così, c’è chi scende e c’è chi sale. Liverani stavolta non è riuscito a mescolare le carte come gli era riuscito quando ha fermato Juve, Inter e Napoli. Non c’è mai stata partita ed è una cosa che fa pensare perché il Lecce non era mai stato sottomesso come in questa domenica molto romana, considerando anche la vittoria della Lazio a Marassi.

Quattro gol sono una bella medicina. Fonseca conferma il rilancio di Bruno Peres, ex uomo della notte, e restituisce a Kolarov la fascia sinistra. Il baby spagnolo Perez, protagonista della vittoria di misura sul Gent, torna in panchina lasciando il posto a Under, eterno incompiuto. Liverani, che ha costruitp un piccolo capolavoro sfociato in tre vittorie consecutive, conferma la coppia offensiva Mancosu Lapadula. 

I primi trenta minuti della Roma sono stati praticamente perfetti. Tutto quello che predica Fonseca, cominciando dal possesso di palla, per finire ai recuperi offensivi, è stato applicato alla perfezione. Veretou e Cristante hanno alzato due barriere insormontabili, Mickitarian è apparso finalmente ispirato, Pellegrini ha scacciato la malinconia dei fischi e Dzeko è stato Dzeko. Perfino Bruno Peres si faceva apprezzare come stantuffo di destra. Il Lecce per mezzora non ha praticamente superato la metà campo e non è un modo di dire. I gol sono stati la naturale conseguenza di una superiorità schiacciante. Ha aperto le danze Under, ispirato da un assist cioccolatino di Michitarian, poi  stato lo stesso armeno a concludere in proprio sfruttando l’invito di Dzeko. A  completare il tutto un paio di conclusioni di Dzeko, un’occasione mancata da Pellegrini, un tiro fiacco di Cristante. Il Lecce ha avuto una sola chance dovuta più alla dabbenaggine di Bruno Peres che ai propri meriti.

Il punto è questo: si può giocare in questo modo per cento minuti? La sostituzione di Pellegrini, che non è rientrato dopo l’intervallo per l’ingresso di Kluivert farà notizia ma non sposta i termini del problema. Nel caso specifico Liverani non è riuscito a rialzare il Lecce con l’ingresso di Shakov prima e Tachsidis poi. Il terzo gol di Dzeko, segnato dal Var in contrasto con il guardalinee che aveva sbandierato il fuorigioco, ha allontanato le ansie nonostante il palo colpito da Lapadula. Il poker di Kolarov non serve come elemento di pacificazione con i tifosi, che continuano a fischiarlo. Giovedì in Belgio ne sapremo di più.



IL TABELLINO

Roma-Lecce 4-0 (primo tempo 2-0)

Marcatori: 13′ Under, 38′ Mkhitaryan, 69′ Dzeko, 80′ Kolarov
Assist: 13' Mkhitaryan, 38' Dzeko, 69' Kolarov, 80' Perez
Ammoniti: Mancini
 
Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Bruno Peres, Smalling, Mancini, Kolarov; Veretout, Cristante; Under (61′ Perez), Pellegrini (45′ Kluivert), Mkhitaryan; Dzeko (81′ Kalinic)
Allenatore: Paulo Fonseca

Lecce (4-3-2-1): Vigorito; Donati (83′ Meccariello), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Deiola, Petriccione (45′ Shakhov), Majer (66′ Tachtsidis); Mancosu, Barak; Lapadula.
Allenatore: Fabio Liverani

Arbitro: Giacomelli