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    Roma, Mourinho è lontano dall'essere Special: l'addio verso il PSG sarebbe da sogno

    Roma, Mourinho è lontano dall'essere Special: l'addio verso il PSG sarebbe da sogno

    • Giancarlo Padovan
      Giancarlo Padovan
    C’è un grande dibattito, non solo a Roma, sul futuro di Mourinho. Da una parte la stragrande maggioranza dei tifosi lo ama a prescindere. E non solo perché ha riportato la gente allo stadio (l’Olimpico è sempre sold out), ma anche per una sorta di identificazione empatica con il sentimento dei giallorossi. Al contrario, una parte minoritaria, ma non certo meno qualificata, è scornata per aver perso i due derby di campionato, per essere staccata di cinque punti dalla Lazio in classifica e per aver mancato la semifinale di Coppa Italia, dalla parte più agevole del tabellone.

    Oggettivamente, però, la Roma è ancora in corsa per un posto in Champions (un punto dal Milan e tre dall’Inter) e avrebbe, in pura teoria, la strada spalancata per la finale di Europa League (affronterà il Feyenoord e, eventualmente, la vincente di Union SG e Bayer Leverkusen). Non va dimenticato, poi, quel che Mourinho ha vinto l’anno scorso, ovvero la Conference League che ha regalato alla Roma un trofeo internazionale assente dal 1961.

    Ora nessuno ragionevolmente vorrebbe privarsi di Mourinho, ma un anno a zero titoli sarebbe difficile da sopportare per un uomo che intimamente si ritiene ancora lo “Special One”. È vero che il tempo passa e che la concorrenza è sempre più numerosa, tuttavia delle due l’una: o il club gli regala una rosa che possa vincere, oppure Mourinho si mette in ascolto di qualche sirena. Tentazioni ne ha avute e ne ha ancora: dal Newcastle al posto di c.t. del Portogallo che, a dicembre, ha rifiutato anche perché legato da un anno e mezzo di contratto alla Roma.

    Scartato dal Real Madrid (se Ancelotti andasse a fare il c.t. del Brasile lo sostituirebbe Raul), Mourinho sogna, aspetta o crede in un contatto con il Paris Saint Germain, l’eterna incompiuta (almeno in Champions) del calcio europeo.

    Mourinho-Paris Saint Germain non solo è un’accoppiata credibile, ma costituirebbe pure la conclusione di una carriera di successi. A chi, per esempio, si domandi cosa abbia vinto Mourinho negli ultimi, va ricordato che con il Manchester United ha conquistato la Coppa di Lega inglese e l’Europa League e, con la Roma, la Conference. Questo lo rende unico nell’avere i bacheca le tre coppe messe in palio dall’Uefa.

    Però chi conosce Mourinho sa che vorrebbe essere il primo anche a vincere la Champions con tre club diversi. E il Paris Saint Germain fa proprio al caso suo.

    Il problema è che i Friedkin non vogliono lasciar partire Mourinho. Primo, perché con lui hanno fatto un programma triennale. Secondo, perché è un volano sia per il consenso sia per gli incassi. A guardare i numeri del campo, però, l’andamento della Roma di Mourinho, Conference a parte, è negativo. L’allenatore portoghese, infatti, non è nemmeno tra i migliori dieci nella storia del club per media-punti. Se a questo aggiungiamo che il gioco non è apprezzato dalla critica il quadro è completo anche per chi, seppur silenziosamente, lo contesta e pensa all’addio.

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