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Dzeko e Zaniolo hanno già risposto presente, Pellegrini ancora no. Il capitano della Roma, che ha saltato l’Europeo per una maledetta lesione, sta ultimando il recupero per provare almeno a giocare uno spezzone stasera contro la Triestina. Ma a preoccupare maggiormente non sono le sue condizioni fisiche quanto il suo futuro nella Roma. Che a parole non sarà lontano dalla sua città, ma che nei fatti comincia a traballare per una serie di motivi. La volontà di Pellegrini, infatti, è quella di continuare in giallorosso ma tra sei mesi potenzialmente potrebbe firmare con un’altra squadra e liberarsi a parametro zero. Il contratto, infatti, scade il prossimo giugno e al momento nonostante i buoni intenti non c’è stato ancora l’incontro risolutivo per stringersi la mano e prolungare il matrimonio. La Roma al momento è impegnata sul mercato in entrata ed è intenzionata a rinviare l’argomento a settembre. Oltre un anno e mezzo dopo i primi tentativi di prolungamento. Per convincere Pellegrini, però, non basterà allungare la durata del contratto al 2025 ed evitare clausole. Servirà anche un passo in avanti sull’ingaggio che al momento è di 2,5 milioni
CORTE PARATICI - Pellegrini in questi giorni ha parlato con Mourinho e la sua prima scelta resta la Roma, ma attenzione ai corteggiamenti. E’ confermato l’interesse del Tottenham che con Fabio Paratici ha deciso di fare la spesa in Italia tra Gollini, Vlahovic e lo stesso Pellegrini. Il club inglese si sta avvicinando a grandi passi ma non sembra disposto a pagare la clausola da 30 milioni che scadrà tra 10 giorni. Stesso discorso paventato per Barcellona e Liverpool che però si sarebbero defilate.  In queste prime due uscite la fascia da capitano è girata sulle braccia di Mancini, Zaniolo e Dzeko. Ma in caso di permanenza tornerà tra le mani di Lorenzo. L’altro enigma riguarda il ruolo. Sulla trequarti contro Montecatini e Ternana si è ritrovato, infatti, Mkhitaryan e sul mercato la Roma sta cercando un’ala sinistra come Luis Diaz. Piccoli segnali?