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ROMA-PORTO 2-1

Mirante 6
: A quasi 36 anni si ritrova a vivere la notte più prestigiosa della sua carriera. Si scalda dopo mezz’ora con una parata bassa su Fernando poi è bravo a mantenere sull’attenti i difensori proprio come accaduto a Verona.  Bravo anche nello sbrigliare qualche fatica coi piedi. Prova a vestirsi da Sant’Antonio quando Adrian ed Herrera attentano alla sua porta, nulla può in entrambi i casi. Per fortuna il messicano sposta un po’ la mira. 

Florenzi 6: Il ko di Karsdorp riporta Alessandro sulla zona del delitto. Non avvengono tragedie come a Firenze, ma c’è sempre quel senso di pericolo che aleggia nell’aerea. Il primo tempo passa senza enormi distrazioni e anzi Florenzi si prende un po’ di applausi per una bella chiusura. Nella ripresa trotterella intorno a Brahimi, e finisce per innervosirlo. Quando entra Adrian sente più freddo del solito. 

Manolas 6: C’era anche lui in quella maledetta notte del 2016. I brutti ricordi, però, non influenzano per nulla sulla psiche del greco che perquisisce a turno Soares e Fernando svuotandone le tasche di speranze.  Sempre d’anticipo, sempre sull’attenti fino a quando non gli scappa Adrian, il nuovo entrato. Peccato davvero. Al 33’ riprova il brivido Barcellona ma il suo colpo di testa finisce a lato.

Fazio 6,5: Soliti singhiozzi quando c’è da amministrare il pallone nella zona bollente, ma nessuna distrazione e soprattutto quell’assist a palombella di zucchero per Dzeko nel primo tempo accompagnata da un ‘ooo’. Nel finale, quando il Porto capisce che può pure attaccare, alza su bavero e scudo. Il Comandante appartiene a quella (troppo larga) schiera di giocatori che si trasformano in Champions. 

Kolarov 6,5:  Risparmiato (si fa per dire visto lo striscione) dalla Curva il serbo parte comunque con due passaggi zeppi di nervosismo. Poi al primo affondo mette in mezzo un pallone teso che fa sobbalzare Conceiçao. Non è straripante come l’Aleksandar Magno da Champions dello scorso anno ma la maggior parte degli assalti partono dalla sua spada. Sulla professionalità ha ragione De Rossi. Nel finale qualche sbaglio di misura e un tiro in piena faccia a Casillas. 

Cristante 6,5: Braccato da un Herrera che farebbe comodo come il pane alla Roma, Bryan fatica a tirare fuori la testa e finisce nell’oscurità per i primi 45 minuti. Tiene però ben salda la posizione  e nella ripresa appena sente odore di area avversaria impegna Casillas e fornisce a Pellegrini un assist quasi perfetto.

De Rossi 6,5: Ci sono vendette che vanno serbate nel freezer e tirare fuori al momento opportuno. Questa per Daniele doveva essere una sera di rivincita, ma  soprattutto l’occasione per guadagnare ancora una volta i quarti di Champions e sperare di vivere un’altra bella avventura. Se escludiamo uno svarione al 17’ il capitano  regge bene lo specchio davanti alla difesa,  ma in fase di costruzione sbaglia troppi passaggi e non riesce a ruggire come vorrebbe. Basta però la sua presenza per riportare nel cuore di tutti i giusti battiti dell’amore. 

Pellegrini 6,5: Parte con la pedalina giù, pronto a bruciare gli errori di Felipe e compagni. L’effetto dura una decina di minuti, poi si riporta su velocità più regolari anche perché il centrocampo del Porto è più ostico di quel che pensava. Arriva al tiro dopo 25 minuti ma è più debole di una canzone di Sanremo poi prova a riprendere il microfono. Ne esce qualche bello sketch e due tiri che impegnano seriamente Casillas.  (36’st Nzonzi 6: porta la giusta dose di valium anche se ne servirebbe una razione doppia)

Zaniolo 8: Fermi tutti, questa è una rapina. Ormai possiamo dirlo, e la povera Inter non può nemmeno presentare denuncia. Dopo i successi in Italia parte alla grande la tournée mondiale del piccolo, grandissimo Nicolò.  Il numero 22 aggira tra la linee in modalità Furia Buia beccandosi pure qualche calcione di troppo e confermando le indubbie qualità. E’ lui a provocare un mezzo rigore ignorato da Makkelie, è sempre lui a servire di fino Cristante in area di rigore avversaria. Ma è soprattutto lui a schiacciare in rete con precisione cristallina il pallone dell’1-0. Ed è ancora lui a correre sotto la curva dopo lo 0-2 di rapina.  Ha quei movimenti che ricordano i grandi campioni, e pazienza se qualcuno si arrabbia per il paragone. Questo qui diventa un fuoriclasse, o forse lo è già.  (42’st Santon ng)

Dzeko 7,5: Di solito quando arriva quella musichetta entra in modalità “Vi spiezzo in due”. Nel primo tempo prova a vestirsi da Ivan Drago solo al 38’ quando colpisce in pieno il palo dopo una bella serpentina nello stretto. Nella ripresa resta con la guardia alta nel duello con Pepe, poi però arriva il gancio da campione e un assist per Zaniolo delicato come un bacio sulle labbra. Altro colpo da ko quello che permette sempre a Nicolò di raddoppiare: palo interno e pallone che si appoggia candido sui piedi del numero 22. E’ un Edin per tutti, è un Edin da innamorati. 

El Shaarawy 6: Serve un Faraone da Champions come nella magica notte col Chelsea. Dopo 5 minuti tira fuori un piatto gourmet quando forse bastava un spadellata di cacio e pepe. Si vede che sta bene ma a volte è troppo precipitoso. E non sempre la fretta porta alla conquista, soprattutto se al tavolo si siede un avversario esperto come il Porto.  E’ comunque argento vivo. (45’st Kluivert ng)

Di Francesco 7: La Roma è tosta e concentrata, e già questa è una piccola conquista. Poi è pure spietata quando approfitta della guardia bassa del Porto e affonda il colpo con uno Zaniolo da occhi spalancati. Prova di maturità superata? No, perché arriva la solita disattenzione difensiva causata pure da una bella dose di sfortuna. Tutto rinviato al 4 marzo. Ah, mezzo voto in più per la grinta da derby con Conceicao. Vuol dire che ci tiene, e parecchio.   


PORTO 

Casillas 7: E’ la sua decima volta contro la Roma, e cerca la vittoria numero 101 in Champions. Dopo mezz’ora però trema per il palo di Dzeko, poco prima si era fatto notare solo per un urlo a Brahimi.  Nel secondo tempo è attento su Cristante e Pellegrini e nulla può su Zaniolo. Sta ancora sul pezzo.  

Militao 6: Il diamante più brillante della rosa portoghese viene dirottato a destra e non ha vita facile contro Kolarov ed El Shaarawy. Sopporta bene il carico e fa vedere che il Real non ha sbagliato a puntare su di lui.  

Felipe 5,5: Dopo 5 minuti Pellegrini lo coglie impreparato. L’ex giustiziere della Roma si riprende ma quando Dzeko decide di fare sul serio soffre. 

Pepe 5,5: L’istinto killer gli è rimasto, ma la vecchiaia deve averlo calmato un po’ forse anche per paura della diffida. Duello leale con Dzeko che però il portoghese perde per ko nella ripresa.   

Telles 5: Mantiene la calma, ma quando da quelle parti passa Zaniolo ha l’affanno. Comprensibile. 

Otavio 6: Piccolo, e poco compatto. Soffre la presenza di Pellegrini e accompagna con difficoltà le ripartenze. (38’st Hernani ng)

Danilo 6,5: Muscoli, tanta sostanza ma pure i giusti movimenti senza palla. Uno così ti innervosisce. E nella ripresa rischia di gelare all’Olimpico quando sfiora il palo di testa. 

Herrera 7: Monchi dice che la Roma non lo prenderà, ed è un peccato. Il messicano non è solo grinta, ma sa come muoversi in un grande e contro una grande. Gara in grande stile e finale con un tiro da brividi. 

Fernando 5,5: Prova il tiro in porta senza convinzione nel primo tempo,  ma si fa notare soprattutto per i ripiegamenti difensivi e qualche colpo proibito. 

Soares 4,5: Annega tra Manolas e Fazio. Non è Marega, né Aboubakar. (31’st Pereira : entra e l’attacco si ravviva)

Brahimi 5,5: Gioca almeno 5 passi dietro alla sua zona abituale e in difesa regala qualche brivido prendendosi pure i rimproveri di Cassilas. Quando indossa il mantello per andare oltre il fronte nemico non trova particolari resistenze da parte di Florenzi. (22’st Adrian 7: firma il gol del vantaggio, e ha la testa giusta per far male) 

Conceiçao 5,5: Fischiatissimo per il suo passato laziale, ma pure per la sfuriata con Di Francesco. Il suo Porto è compatto, preciso, ordinato. Ma decisamente poco spettacolare anche se ottiene il gol della speranza. Colpa anche delle assenze.