ROMA
ALISSON
6: In Ucraina avevo dato un bello schiaffo ai propositi di qualificazione anticipata della squadra di Fonseca. Stasera il lavoro è decisamente meno duro. Nel primo tempo deve soffiare sul colpo di testa del compagno Florenzi. Nella ripresa  

FLORENZI 7: Rischia un autogol clamoroso dopo 10 minuti che per poco non fa tornare Burian sull’Olimpico, e rischia pure un rigore su Ismaily che però salva la Roma da gol (quasi) certo. Il vento caldo torna col passare dei minuti e Alessandro regala pure un paio di magie niente male. Però che fatica con Bernard e Ismaily

MANOLAS 7,5: Mette il volto di Bernard nel sistema, e gli da la caccia per tutta la partita. Dalle sue parti si aggira pure Ferreyra, ma il greco non si lascia sorprendere e confeziona la gabbia perfetta contro uno dei reparti offensivi più letali d’Europa. Antiveleno. Nel finale spruzza in faccia a Bernard e Taison il suo mare di Naxos.  

FAZIO 7,5: Solito doppio ministero per il Comandante: arginare Ferreyra (e compagni) e far ripartire l’azione dal basso. Stasera però non si accontenta del solito lavoro, e si prende spesso la briga di aggredire il centrocampo ucraino concedendo break interessanti. Un break però se lo prende pure lui al 32’ quando cincischia sul pallone e regala a Ferreyra la possibilità di far male ai 50 mila dell’Olimpico. Nel finale è un gigante di marmo. 

KOLAROV 7: La batteria scarica non lo scoraggia, inserisce il risparmio energetico e fornisce per 90’ un costante lavoro di su e giù che sfocia spesso in cross interessanti e in diagonali provvidenziali. Conosce bene queste sfide, e lo fa pesare come una sentenza.  

STROOTMAN 7: Manda subito gambe all’aria Marlos, tanto per far capire il clima da Britannia agli ucraini. Poi però mette troppo foga pure nel disegnare trame di gioco e arrugginisce il lavaggio di palloni. Torna l’ammorbidente nella ripresa quando mette sui piedi di Dzeko un gol di oro massiccio. 

DE ROSSI 7,5: Riassapora il gusto di una serata da romanisti veri. Il bicchiere è pieno, corposo e promette una gran degustazione. Lui lo tiene in mano senza far cadere troppe gocce anche quando Fred e Taison provano a fargli fare una figuraccia. Poi passa al frizzante e mette bollicine sui piedi degli attaccanti ucraini andando a strappare un quarto che sa di rivincita e sudore. 

NAINGGOLAN 7,5: La nuova vocazione da assist man trova subito una preghiera per Dzeko. Le vecchie abitudini però sono dure a morire: il Ninja combatte e ricama, assale e ripiega. Gara completa, di sacrificio, di cuore e gambe. Tigre dentro e fuori. Ci sarebbe pure un rigorino a fine primo tempo su di lui.  

UNDER 6: Il genietto turco resta a lungo nella lampada pensando più al lavoro sporco che ad esaudire desideri. Si fa sorprendere due volte in fuorigioco quando l’Olimpico era già pronto alla Ola. Nella ripresa una bella strofinata e si rivede qualche numero alla Cencio. (64’ Gerson 6: palleggia. Pure troppo e per poco non permette ai colleghi brasiliani di fare male. Poi diventa duro pure lui)

DZEKO 8: L’infrangi tabù, il tagliatore di teste, il bomber che doveva partire e invece fa volare la Roma ai quarti. Il bosniaco è a caccia di prime volte. Il gol in una gara d’eliminazione diretta di Champions, e soprattutto l’approdo ai benedetti quarti di finale. Vuole subito abbattere tutto, ma dopo 30 secondi non si presenta col caterpillar davanti a Pyatov. Ci riesce col contagiri alla prima palla buona della ripresa. Un gol di fino che fa esplodere la Sud. Per poco non fa crollare la collina di Monte Mario al 62’ quando di destro sfiora l’incrocio. Non gli basta mai, e fa espellere Ordets. Dzeko da Eden. (88’ El Shaarawy ng)

PEROTTI 7,5: Punta Butko, spesso lo salta ma quando c’è da ficcare l’uncino tira indietro la mano. Pregevoli le sovrapposizioni con Kolarov che ridanno all’arco di Di Francesco una freccia potenzialmente letale. E poi quel lavoro in copertura che scalda i cuori. Finale da maratoneta e lottatore. San Diego, signore di Champions.   

DI FRANCESCO 8: Voleva una Roma corta e compatta,  ma trova uno Shakhtar altrettanto bravo a accorciare spazi e metri. La sua Roma non demorde, resta concentrata, cattiva, affamata. E non concede quasi nulla allo Shakhtar che segna a chiunque.  E’ il terzo allenatore della storia romanista a prendersi i quarti di Champions. Tanto provinciale non è, no? 



SHAKTHAR
PYATOV 6: Scalda i guanti dopo appena 30 secondi su Dzeko ed è costretto a un’uscita bassa tutt’altro che scontata al 23’. Nella ripresa l’uscita su Dzeko non è da premio Oscar. Soliti limiti coi piedi. 

BUTKO 5: Della catena difensiva sembra l’anello più debole, Perotti e Kolarov se ne accorgono. Purtroppo per lui. 

ORDETS 4: Non sempre bello a vedersi,  ma estremamente efficace nel duro lavoro di mantenere rigida la linea difensiva dello Shakhtar. Di testa poi pare infallibile. Peccato che Dzeko lo beffi su altri campi, e lo costringe pure a un rosso limpido. 

RAKITSKIY 6: Duro e senza fronzoli, mette tutto il fisico per arginare Dzeko e ammosciare i tentativi di affondo romanista. Non ci riesce nella ripresa quando il bosniaco decide di entrare sul serio nella storia romanista. 

ISMAYLI 6,5: Terzino sì, ma quando c’è da spingere non molla mai il gas e mette in seria difficoltà Florenzi. Giocatore completo.  

FRED 5,5: Ordine tattico, ma pure qualche bella intuizione. Non fa una gara da stella, ma è destinato a brillare. Al City. Nella ripresa soffre il pressing romanista. 

STEPANENKO 5,5: E’ uno che si vede poco, ma fa pesare tanto il suo apporto in fase difensiva. Un De Rossi ucraino, con le dovute proporzioni. Sì, perché quando la Roma alza il ritmo va in seria difficoltà. (73’ Patrick : apporto? zero) 

MARLOS 5: Meno vivace rispetto ai guizzi gelati dell’andata. Prova a far girare la testa a Kolarov nel primo tempo, ma ad uscire frastornato è lui. Di fischi.  (81’ Dentinho ng)

TAISON 6: All’andata aveva vinto ai punti il confronto con Nainggolan. Pure stavolta sale sul ring con le giuste motivazioni e con le sue ripartenze diventa uno dei problemi maggiori per Di Francesco. Poi però Dzeko gli sferra il colpo da ko. 

BERNARD 5,5: Veleggia nel mare di mezzo allarmando la capitaneria di porto romanista. Alle prime onde però finisce in alto mare pure lui. 

FERREYRA 4,5: Ha tutto per sfondare: velocità, qualità di inserimento, fisico. Lo si era capito all’andata, lo hanno capito  pure Fazio e Manolas oggi. Lo hanno capito così bene che gli concedono una sola occasione. E lui la spreca malamente.  Ancora peggio fa quando spintona un raccatapalle. Da squalifica. 

FONSECA 5,5: La sua squadra è organizzata, paziente, quadrata. Ma Di Francesco lo supera in fame e voglia di vincere. E quando arrivano le difficoltà non trova le giuste misure come successe all’andata.