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Se la Spal si salverà, come tutto lascia pensare, dovrà ringraziare in modo particolare la Roma che le ha concesso sei punti su sei tra andata e ritorno. Ranieri affianca nel gioco delle statistiche, il pittoresco Oronzo Pugliese che nel campionato 65-66 guidava quella che allora si chiamava Rometta, capace di perdere sia all’andata che al ritorno con la gloriosa società polisportiva ars et labor. 
 
Ranieri non bluffava quando sosteneva che Schick e Dzeko possono e devono giocare insieme. Il 4-4-2 dovrebbe diventare il marchio di fabbrica della Roma che nell’occasione ha rinunciato per un’ora a Zaniolo, l’enfant prodige che ha accusato un po’ di stanchezza e si è comunque consolato con la chiamata alle armi ricevuta da Mancini. Kluivert e El Shaarawy esterni, Juan Jesus al posto di Kolarov e due soli centrali a completare uno schieramento che a prima vista non sembra preludere a scelte definitive. Semplici ha risposto con un 3-5-2 elastico rilanciando Lazzari, fiore all’occhiello della Spal, e lasciando in panchina Floccari, eterno incompreso, per puntare su Antenucci come partner di Petagna. 
 
L’improbabile asse olandese sul fronte destro, con l’accoppiata Karsdorp-Kluivert in evidente difficoltà, ha messo in imbarazzo la Roma che dall’altra parte spopolava con Lazzari, un autentico incubo per Juan Jesus. Il gol di Fares, al minuto 22, è stato emblematico: sul cross di Cionek, Karsdorp è rimasto imbambolato a guardare l’algerino in Pelè quanto a sospensione. Decimo gol di testa per la Spal, ennesima dimostrazione della fragilità difensiva della Roma. La reazione giallorossa si è limitata a un sinistro di Dzeko, parato, e a una conclusione a giro di El Shaarawy. 
 
Ranieri, vista la mala parata, ha deciso il doppio cambio dopo l’intervallo: fuori i due esterni, El Shaarawy e Kluivert, dentro con analoghe mansioni Zaniolo e Perotti che hanno subito marcato il territorio: il primo con l’assist geniale per Dzeko, il secondo con il rigore del pareggio, fischiato da Rocchi per l’intervento falloso di Cionek sul bosniaco. Ma la Roma è sempre bravissima a farsi del male. Petagna è stato abbatutto da Jesus, come sempre in affanno e questa volta è stata la Spal a sfruttare il rigore con la perfetta esecuzione dello stesso Petagna. 
 
Viviano ha realizzato una specie di miracolo negando a Dzeko un gol praticamente fatto, ma la Spal non è stata passiva e Cionek, sempre di testa, ha scheggiato la traversa. La Spal si gode la festa mentre la Roma, in piena crisi, consegna quattro giocatori alla Nazionale di Mancini. I conti non tornano.


IL TABELLINO:

Spal-Roma 2-1 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 22' p.t. Fares (S), 8' s.t. rig. Perotti (R), 14' s.t. rig. Petagna (S)

Assist: 22' s.t. Cionek (S)

SPAL (3-5-2): Viviano; Cionek, Vicari, Bonifazi; Lazzari (dal 30' s.t. Regini), Missiroli, Murgia (dal 43' s.t. Simic), Kurtic (dal 35' s.t. Schiattarella), Fares; Antenucci, Petagna. All.: Semplici. All.: Semplici.

ROMA (4-4-2): Olsen; Karsodrp (dal 35' s.t. Santon), Fazio, Marcano, Juan Jesus; Kluivert (dl 1' s.t. Zaniolo), N'Zonzi, Cristante, El Shaarawy (dal 1' s.t. Perotti); Dzeko, Schick. All.: Ranieri.

Arbitro: Rocchi di Firenze.

Ammoniti: 5' p.t. Vicari (S), 40' p.t. N'Zonzi (R), 47' p.t. Dzeko (R), 7' s.t. Cionek (S), 18' s.t. Perotti (R), 19' s.t. Missiroli (S), 24' s.t. Cristante (R).