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Roma-Zorya 4-0

Rui Patricio 6,5: Bel tuffo al sesto per evitare sorprese che rischiano di ripresentarsi in fondo al sacco cinque minuti dopo. Anche in questo caso è attento.  Il portoghese è lucido come un ingegnere spaziale. Poi chiede un ombrello per ripararsi dalla pioggia e dalla noia. È Onnipresente, e fin qui ha solo tremato in un paio di big match.

Mancini 6: Non serve dare più di una mandata alla porta contro questo Zorya anche se nei primi minuti un’occhiata allo spioncino la dà.  Non risparmia simpatiche scortesie sui calci piazzati. Nel finale giallo sciocco. 

Smalling 6,5:  In un clima inglese il vegano non sbaglia una mossa andando anche a risolvere i pochi bug dei compagni di reparto indicando spesso la via giusta. La domanda è sempre una: quanto durerà? (70’ Ibanez 6: sempre sul pezzo, anche quando non serve)

Kumbulla 6: Deve convincere Mou ma parte male con un errore di posizionamento corretto a fatica da Smalling.  Per tutto il resto del match sembra quello più in affanno ma con uno come l’inglese vicino può solo crescere.

Karsdorp 6: Dosaggio perfetto in una sera in cui avrebbe volentieri infilato le pantofole.  In fase offensiva non c’è bisogno di accelerare. Resta a godersi una vittoria finalmente facile.

Veretout 6: Deve fare il regista. Il che vuol dire chiamare gli ordini per le punte, sistemare la tavola in difesa e gestire palloni che scottano. Il francese ha altre peculiarità così in pochi minuti il compito passa a Miki e Jordan può permettersi un Coast to Coast vecchio stile che porta alla rete di Zaniolo. Poi arriva il secondo errore di fila dal dischetto. Per fortuna stavolta pesa poco. Diligenza e applicazione tattica.
Mkhitaryan 7:  L’armeno arretra a centrocampo ma paradossalmente aumenta ancor di più il suo livello di pericolo come dimostra la serpentina dopo 27 secondo. Ma lo vedi ovunque, compresa l’area amica dove va spesso a correre in soccorso. Una risposta definitiva sulla sua serietà tattica.  Magari da un’emergenza può essere nata una idea. (80’ Missori sv: esordio. Tanti auguri!)

El Shaarawy 7:  Gioca in 80 metri di campo, e lo fa quasi sempre bene. Un’arma buona pure tutte le battaglie. Come tenerlo fuori ora? Altruista oltremodo nella ripresa, prova poi a prendersi una gioia personale. Applausi.  (70’ Zalewski 6: entra con voglia di stupire. Partecipe al gol di Abraham)

Carles Perez 7: Canta lo spagnolo, sotto la pioggia in un giorno di Conference. Arriva puntualissimo sul cross basso di El Shaarawy e non regala punti di riferimento alla difesa dello Zorya diventando l’elemento di confusione maggiore nello scacchiere offensivo di Mou. Caos positivo che lo porta anche a guadagnare un rigore e a provare altri spunti interessanti. Sempre in silenzio, sempre disponibile.   

Zaniolo 7,5: I fari offuscati dalla pioggia dell’Olimpico sono quasi tutti su di lui. E non si spengono mai.  E’ in palla, ha fuoco dentro. Così proprio da una sua intuizione nasce l’azione del vantaggio di Perez. Poi si mette in proprio e sfiora il gol dalla distanza. Lo trova alla mezz’ora con una cannonata di collo pieno che fa scuote la rete impregnata di acqua e attesa. Non sazio ecco pure l’assist per Abraham. (70’ Shomurodov sv: i botti veri sono già finiti)

Abraham 7: Un lavoro che apre piste interessanti ai compagni come in occasione del gol di Perez. L’intesa con Zaniolo è ancora condita da troppo pepe e poco sale. Così nello spogliatoio si cambia ricetta e dopo una manciata di secondi arriva il piatto giusto: assist di Nicolò, piedone di Tammy. La perla se la tiene all’ultimo pallone della sua partita: una rovesciata che sbatte il poker sul tavolo. Mezzo voto in meno per un altro brutto errore a mezzo metro dalla porta poco prima. (76’ Mayoral sv)   

Mourinho 7: Rivoluzione ancora una volta la squadra puntando sulla qualità. Ottiene risposte importanti sotto tutti i punti di vista.  Ovviamente va considerato il basso livello dell’avversario Le figuracce col Bodo purtroppo complicano la corsa al primo posto ma il poker di oggi fa bene ai cuori tormentati