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La Roma è ferma da quel 26 maggio. Le grida di riscossa di proprietà e dirigenza sono rimaste tali e trentasette giorni dopo, all’alba di una nuova stagione, la squadra è rimasta la stessa. Anzi, ancor più povera. Con uno Stekelenburg e Piris in meno ed un Josè Angel in più. Si puntava a sei acquisti, sei grandi titolari per rifondare la squadra, invece oggi si parla soltanto di cessioni. Ce lo stanno gridando in tutti i modi: senza la partenza di Osvaldo, e magari anche quelle di De Rossi e Marquinhos, non arriva nessuno. E così se a giugno sognavamo Julio Cesar, oggi ci risvegliamo con il rinnovo di Lobont. 

Dopo i disastri difensivi degli ultimi due anni ci aspettavamo l’arrivo di Garay o di Alderweireld,  ma sono tre settimane che ancora non riusciamo a vedere nemmeno Benatia. Che dire allora di Paulinho, anzi di Nainggolan, ah no è Van der Vaart o forse è solo Jean, zero minuti in Confederation Cup. Ci hanno fatto venire l’acquolina  in bocca illudendoci di grandi strategie tese all’arrivo di Jovetic o male che va a Pastore. Abbiamo sentito dire: 'Borriello è un bel problema', salvo poi provare ad attirarne un altro di nome GIlardino. 

Poi la guida: Allegri, Mazzarri, da ‘lo preferiamo italiano' a ‘al 90% sarà straniero’. E’ al 100% Rudi Garcia, ‘El porompomponero’, la quarta scelta giunta pure dopo Blanc. Ma ecco a voi il responsabile di tutto questo. Il d.s. Sabatini, definito ‘il plenipotenziario’. Pallotta gli ha detto bravo, ti sei meritato un nuovo contratto perché hai comprato Marquinhos, ora cerca di venderlo. Il rinnovo vale un’altra stagione. La fiducia dei tifosi, invece, è ormai persa da tempo. Loro non andranno in vacanza e martedì verranno da voi a contestare.