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Bisogna fargli solo i complimenti. A Paulo Fonseca intendo. E non per il gioco della Roma, che pure mostra guizzi interessanti. Semmai per la pazienza e il sangue freddo con i quali sta affrontando questa estate che, certo, immaginava diversa. A una decina di giorni dall'inizio della stagione, non sa ancora chi sarà il suo centravanti (e il centrale difensivo di livello), in una situazione che zompetta tra il paradossale e l'irritante. Non per colpa sua, certamente. Che poi, chi se ne frega di chi è la colpa, ammesso che ce ne sia una. 

Però, tutti gli obiettivi là davanti guardano alla Roma come a un ripiego. E questa cosa fa tremendamente rabbia. Ormai lo sanno anche i cespugli di rose di Trigoria che Paulo il Portoghese se potesse, si terrebbe stretto Edin Dzeko a costo di incatenarlo ai pali del campo di allenamento. Con il Real Madrid s'è visto, ancora una volta, come Dzeko - si diceva una volta - sia il cacio sui maccheroni. L'uomo perfetto al posto giusto. Però, lui che appena un anno e mezzo fa s'era – davvero – incatenato al palo della porta trigoriana pur di non andare a Londra, s'è già accordato con l'Inter e se non è andato via è soltanto per 7 buone ragioni. I milioni di differenza – sette, appunto – tra domanda e offerta nelle curve di mercato tra Roma e Inter. Ora, onestamente, dopo anni passati a Trigoria al centro di progetti che si sono accartocciati su se stessi, voi non preferireste andare a lavorare con Antonio Conte in un'avventura che mostra tutti i presupposti per rivelarsi esaltante? Però la speranza che Dzeko resti io continuo a coltivarla. Speranziella, più che altro. Anche perché stufo di vedere gente che arriccia il naso. 

Per dire: Higuain preferisce seppellirsi in panchina alla Juve e non giocare piuttosto che andare alla Roma? Faccia pure. Eppoi c'è Icardi. Io non lo prenderei neanche gratis. Per due motivi. il primo biondissimo, invadente e intuibile. Il secondo tattico. Nel calcio moderno, un centravanti che non si spacca in due aiutando la squadra non è (quasi) più ammissibile. E qui non si tratta di limite tecnico, ma concettuale. Per correre dietro agli avversari e dare una mano, non c'è bisogno di talento o chissà quale dono. Bisogna solo farlo. E se non lo fai il motivo è chiaro. Eppoi, se come leggo anche sui muri di Roma, il centravanti ideale di Fonseca è Dzeko perché di fatto è il registra offensivo della squadra, tra sponde, assist, aperture e giocate di vario tipo allora io dico e sottolineo: ma voi ce lo vedete Icardi in quel ruolo? Eddai.