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'Uniti, si vince. Non guardiamo la classifica, la Champions è lontana. Ragioniamo partita dopo partita e cerchiamo di uscire dal campo sempre con i tre punti. E' la vostra ultima occasione. Ora è il momento giusto per dimostrare quanto valete'. Il d.g. Baldini detta la ricetta vincente alla squadra. Parlando uno ad uno. Guardandoli dritti in faccia. Eppure anche il dirigente toscano è tra i colpevoli della situazione che ha portato la Roma all'ottavo posto, ha sulla coscienza il peso di aver deliberato la scelta di Zeman, dopo i tanti 'no' ricevuti da Villas Boas, Bielsa e Montella.

Il boemo ha profondamente deluso. A Trigoria è mancato di polso, in campionato di equilibrio. Già, l'equilibrio. Proprio la parola d'ordine degli ultimi giorni a Trigoria. E' stata pronunciata un po' da tutti. Da Andreazzoli, Pjanic, Taddei. D'altra parte impossibile biasimarli. La Roma ha il miglior attacco e la penultima difesa della Serie A. Il discorso del dirigente mira a far ritrovare l'orgoglio nei suoi uomini. A ripristinare una situazione di normalità in una squadra talmente allo sbando, da non sentire nemmeno più il dolore della sconfitta, come ha ammesso Andreazzoli ai microfoni di Roma Channel.

Uno spogliatoio frequentato da tanti giocatori in rotta di collisione con Zeman. Stekelenburg, De Rossi, Pjanic, Lamela, Osvaldo: da oggi in poi non avranno più alibi. Dovranno dimostrare di essere da Roma. Per cinque di loro, la società ha speso complessivamente 50 milioni di euro per il cartellino più svariati di ingaggio. Per De Rossi ne ha rifiutati venti dal Manchester City e ne sborsa dieci all'anno. Questione di responsabilità e di fiducia. Andreazzoli ha dichiarato: ‘Se sono rispettoso lo sono al 110%, se sono amico lo sono al 110%, però poi con i collaboratori e con i miei giocatori sono esigente al 200%'. D'altronde è la loro ultima occasione di fare la storia nella Roma. Prendere o lasciare.