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Mentre la Roma si inclina lentamente tra le pieghe di un campionato che difficilmente sarà da ricordare, passiamo le giornate a fare il pieno di fervore su argomenti che vanno dal discutibile interesse – almeno in senso stretto sui destini della squadra – al marginale. E quando scrivo marginale, intendo quelle cose che, sì, certo, possono richiamare all'eco mediatico ma nulla hanno a che vedere con le tristi e brutte prestazioni della squadra. La Roma gioca male, malissimo. La Roma non vede mai la porta. La Roma sta scivolando sempre più giù e, contro Genoa, Sassuolo e Verona ha preso tre punti che, a guardare come sono andate le partite, forse sono pure troppi. Anzi, dal mio punto di vista lo sono. Noi tutti però, siamo interessati a faccende imprescindibili per il futuro della squadra come le pruriginose vicende familiari della famiglia Totti – siamo già nella seconda fase della storia: ora si dà la caccia al marito della presunta nuova compagna, ai pr dei locali e, tra un po', vedrete, ai proprietari dei circoli di padel – o la serata di Zaniolo in discoteca con El Shaarawy, fino all'indignazione di massa per la squalifica di Mourinho.

POLEMICA MOU - Quest'ultima, ha coperto gran parte delle considerazioni e delle riflessioni sulla partita che (non) ha giocato la Roma col Verona. Tra l'altro, se vogliamo entrare nell'argomento del gesto della telefonata di Mou, ancora adesso non riesco a capire cosa c'entri chiamare in causa la Juve – nel caso avesse detto quelle cose a Pairetto – come se la Roma ne fosse rivale e concorrente per chissà cosa. Se n'è accorto Mou che la Juve è da anni di un altro livello e che lui sarebbe qui per limare il più possibile questa differenza? E soprattutto: che interesse avrebbe, in questo caso di presunto 'fantafootballpolitik' , la Juve nel danneggiare la Roma che rivale non è? Mah, mi pare tutto molto anacronistico.
DURA REALTA' - In ogni caso, passiamo le settimane a parlare delle parole di Mou, dei gesti di Mou, delle smorfie di Mou, dei suoi duelli con il mondo arbitrale – sia chiaro: il club di Friedkin non è stato certo fortunato con i fischietti eh, anzi - mentre la Roma si inclina, non ha gioco, non ha carattere, non fa risultati. E qui, capisco, difficile prendersela con l'allenatore anche se io credo che sia il primo grande responsabile di questa situazione, come sempre accade nel pallone. E' difficile prendersela con lui perché significherebbe avallare un pensiero inquietante e definitivo. E cioè: «Se non c'è riuscito Mourinho a risollevare la Roma chi potrà farlo?». Ecco perché per molti è del tutto inaccettabile pensare che abbia delle responsabilità: ammetterlo significherebbe spezzare il sogno, me ne rendo conto e anche io sono avvolto da questa tentazione, in alcuni momenti. E chiaramente, sospinto da inguaribile ottimismo, spero che già dalla prossima partita, come in una favola disneyana, la zucca diventi carrozza e i topolini splendidi cavalli bianchi. Anzi, giallorossi. Vedremo.