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'Se qualcosa può andar male, state certi che lo farà'. E' la legge di Murphy ed in poche parole ricalca quanto successo durante Roma-Bologna. Novanta minuti, da analizzare nella sua completezza per non incorrere in facili alibi.

Due = due. Parità cosmica. Non importa che la Roma abbia realizzato prima i suoi gol, che abbia preso una traversa con Totti ed un palo con il minore dei Burdisso. Due = due. Senza discussioni. Roma = Bologna, questa è la legge dell'Olimpico il giorno 19 settembre 2010. Un cambiamento di segno, perchè la Roma alle ore 14.59 del suddetto giorno era oggettivamente superiore ai propri avversari. Poi è accaduto che quella scesa in campo è risultata malinconica, artefatta, drogata. Dall'ambiente - totalmente esaurito -, da Ranieri - in preda ad una preoccupante confusione mentale - e dai giocatori - loro più che esauriti, esautorati.

Il cambiamento di segno è nato sabato dopo la conferenza stampa (stramba) del tecnico: ormai inglobato da alcune idee di facoltosi pastori dell'etere - per i quali la Roma è considerata l'acqua santa e chi permette di criticarla è un ateo irriverente - si è scagliato contro i giornalisti, rei di aver svolto soltanto il modesto lavoro di critica e di ricerca della realtà. Con un coup de theatre ha allontanato la pressione da se stesso e dalla squadra e l'ha scagliata il più lontano possibile. L'importante è arruffianarsi il pubblico: tanto il male è la stampa, non una squadra indecorosa incapace di cogliere una vittoria nelle prime quattro partite. Il prologo della figuraccia: 'Se qualcosa può andare male..'. 

Subito venti minuti di nervi per sognare, poi sono emersi tutti i limiti: preparazione atletica scadente e limiti caratteriali infimi. Il ritiro, allo stato attuale, non servirebbe a nulla, giusto mister, meglio, tuttavia, una doppia seduta d'allenamento al giorno. Il Bologna ha raccolto un punto laddove ne meritava tre, la Roma ne ha ottenuto uno miracoloso. Per questo due = due. Non conta la successione delle reti, ma i contenuti. Sembra rivivere il delicato momento dell'inizio dello scorso anno. Squadra spenta, equivoci tattici, allenatore in confusione. Spalletti si dimise. Ranieri?