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Italia, gracias. Ebbene sì, c'è ancora chi sceglie la cara vecchia Serie A, piena di problemi fino al collo. Chi la preferisce agli occhi interessati di mezza Premier League - la porzione che conta, mica spiccioli - ma anche del Paris Saint-Germain e del Barça, solo per dirne qualcuna. Perché non notare Paulo Dybala per qualsiasi top club era praticamente impossibile: segna a raffica e in qualsiasi modo, trascina una squadra intera, vede la porta da qualsiasi posizione, testa alta e dribbling secco. Se esistesse un vocabolario del pallone lo trovereste come paradigma di attaccante moderno. Ma l'Europa dei grandi non vuole bruciarsela ancora. Troppo presto, l'Italia non gli sta stretta. Anzi. Paulito l'ha detto a chiare lettere ai suoi procuratori che hanno riportato tutto in un faccia a faccia con Zamparini: "Presidente, Dybala per come stanno le cose gradirebbe una cessione a un club italiano".

Non è un caso, assolutamente. Perché dietro Dybala c'è Pierpaolo Triulzi insieme al mangiafuoco degli impresari sudamericani Gustavo Mascardi; la stessa mossa era stata fatta un anno fa per Juan Iturbe, adocchiato da tutta Europa e volutamente rimasto in Italia (non con risultati indimenticabili, fin qui). Un passo per scatenare un'asta vera, sì; ma anche perché la Joya in Italia ci resta volentieri davvero. Sa che è il campionato dove può diventare ancora più grande, l'Olimpo di un posto da conquistare in carneficine di attaccanti giovani come un Barcellona ad oggi potrebbe essere un'arma a doppio taglio nel suo progetto, ovvero l'esplosione definitiva e la maglia dell'Argentina al Mondiale 2018. E poi c'è un club che sta spingendo più di tutti su Dybala, che ha il vero coltello dalla parte del manico, più del Palermo (dove hanno bussato dall'estero, appunto) perché a scadenza contrattuale nel 2016: la Juventus, sempre attenta ai suoi progressi con le missioni degli osservatori. Ma non solo.

Verso la fine di gennaio, Fabio Paratici ha incontrato in gran segreto a Milano l'agente di Dybala. I rapporti sono buonissimi da tempo, ma quell'appuntamento è stata l'occasione per dare il via a un pressing che la Juve sta alzando di settimana in settimana. Vuole che Paulo sia convinto, la promessa di chiedere a Zamparini la cessione solo in Italia per evitare rialzi eccessivi del prezzo è stata già rispettata. Perché a Dybala la prospettiva bianconera attrae tantissimo: sa che Tévez nel giro di un anno saluterà Torino, che in attacco manca qualcosa a questa Juve, che un palcoscenico così vincente può esaltarlo esattamente come quel modulo a due punte che non adottano - almeno ad oggi - Roma e Napoli. Le altre due grandi concorrenti nella corsa a Dybala, ancora lunghissima e piena di ostacoli. Ma con la Juve che va a cento all'ora e Paulo che ha già messo le cose in chiaro a Zamparini. Italia, gracias: scappano i cervelli, ma per fortuna non sempre i piedi buoni. 

Fabrizio Romano