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Patto di ferro. Axel Witsel è il primo obiettivo della Juventus a centrocampo, il colpo a cui Marotta e Paratici stanno lavorando da febbraio a fari spenti (ma non troppo) per rinforzare la mediana. I contatti con gli agenti, la situazione contrattuale favorevole, l'idea di Witsel di cambiare aria perché stufo della Russia hanno portato la Juve a spingere sull'acceleratore, con tanto di emissari a seguirlo spesso e volentieri anche dal vivo. Con il Belgio a Bruxelles, marzo scorso, ha convinto tutti: sì, si può fare. La prima offerta allo Zenit di 18 milioni era stata rifiutata, uomini bianconeri al lavoro e un rilancio arrivato al club russo proprio nelle scorse ore. La Juve si è spinta fino a 25 milioni di euro tra parte fissa e bonus legati al rendimento della squadra e del giocatore, una proposta decisamente importante.


E lo Zenit? A San Pietroburgo non amano far sconti, anzi. La risposta alla prima offerta è rimasta identica anche di fronte al rilancio di questi giorni: i russi vogliono 30 milioni, non scendono a patti. Perché Witsel lo hanno pagato ben 40 milioni, una clausola rescissoria saldata fino all'ultimo centesimo col Benfica e nessuna intenzione di rimetterci sull'operazione in uscita. Pur sapendo che Witsel non vuole rinnovare il contratto in scadenza tra due anni. E soprattutto che il belga con la Juve è già sostanzialmente d'accordo: gli agenti hanno confermato di gradire la destinazione, un accordo di quattro anni con ingaggio attorno ai 3 milioni - simile a quello che già percepisce allo Zenit - è pronto nel cassetto qualora dovesse chiudersi l'affare.


Da qui ad arrivare alle strette di mano coi russi però ce ne vuole, eccome. Perché 30 milioni sono tanti, l'operazione diventerebbe decisamente onerosa e la Juve sta facendo le sue valutazioni legate ad eventuali uscite. Witsel è visto tra gli uomini ideali perché perfetto per caratteristiche nella mediana che ha in mente Allegri, ha fame di vittorie e vuole fortemente il progetto Juve. Insomma, l'idea è di far leva sulla volontà del ragazzo e sull'intesa di massima già pronta per convincere lo Zenit. Perché neanche il maxi rilancio è bastato a convincere i piani alti di San Pietroburgo. Ma l'estate è lunga, la Juve aspetta. E Axel Witsel spera.

Fabrizio Romano